18 febbraio: 81 anni dalla scoperta di Plutone

Da il 16 febbraio 2011

Il 18 febbraio ricorre l’81° anniversario della scoperta di Plutone, grazie a Clyde Tombaugh. Scoperta casuale ritenuta allora frutto di sofisticati calcoli. Oggi Plutone non è più classificato come pianeta; è solo un asteroide di forma sferica (detto “pianeta nano”, proprio per l’essere sferico).

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Di seguito ripubblico un mio vecchio articolo.

Plutone, il pianeta declassato di Marco Vedovato, Gruppo Astrofili Fiemme

Il Sistema Solare, come noto, è formato dal Sole e dai pianeti che orbitano attorno ad esso oltre a una miriade di asteroidi (ossia corpi di piccole dimensioni) e comete. Gli asteroidi, a differenza dei pianeti che sono sempre sferici, hanno usualmente una forma irregolare che li rende simili a delle gigantesche patate, con dimensioni da pochi metri ad alcune centinaia di chilometri. Soltanto negli asteroidi più grandi la gravità riesce a dare loro la forma di sfera.

Gli asteroidi conosciuti sono raggruppati per la maggior parte in due grandi famiglie: quelli rocciosi appartenenti alla Fascia Principale, la cui orbita è compresa tra quelle di Marte e Giove, e quelli ghiacciati (nei quali l’acqua è un componente importante) della remota Fascia di Edgeworth-Kuiper, dal nome dei due astronomi che ne intuirono su base teorica l’esistenza, che si estende al di là dell’orbita del pianeta Nettuno.

Questa premessa per chiarire la questione di Plutone, che fu osservato per la prima volta nel 1930 da Clyde Tombaugh, giovane astronomo in servizio presso il Lowell Observatory, l’Osservatorio Astronomico creato anni prima dall’eccentricomiliardario statunitense -grande appassionato di astronomia- Percival Lowell.

Questo gelido mondo lontano dista dal Sole circa 6000 miliardi di chilometri, quaranta volte la distanza che separa la Terra dal Sole e la sua temperatura superficiale è valutabile attorno ai 200 gradi centigradi sotto zero.

Dopo la scoperta ci si rese presto conto come Plutone fosse molto piccolo (troppo piccolo, poco più di 2000 chilometri di diametro, meno della nostra Luna!) rispetto agli altri “classici” pianeti allora noti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno; inoltre aveva -ed ha- un’orbita stranissima che lo porta in alcuni periodi ad avvicinarsi al Sole più di Nettuno. Nonostante questo, Plutone rimaneva il pianeta “mediamente” più distante dal Sole, quindi meritevole di essere guardato come estrema frontiera del Sistema Solare.

Nel 1978 si scoprì che Plutone era accompagnato da una luna, poi chiamata Caronte; più recente (2006) la scoperta di ulteriori due piccolissime lune.

Ulteriori progressi nelle tecniche osservative hanno portato a scoprire mondi ancora più lontani di Plutone; si tratta appunto degli asteroidi ghiacciati della citata “Fascia di Edgeworth-Kuiper”. I dati raccolti rendevano evidente come la forma dell’orbita di Plutone, oltre la sua relativa piccolezza (sebbene sufficiente a donargli la forma di una sfera), lo apparentasse di più a questi asteroidi che ai pianeti “classici” come la nostra Terra, Marte o il gigantesco Giove. Il dubbio se Plutone fosse solo un grosso asteroide della fascia di Edgeworth-Kuiper si è ancor più rafforzato dopo la scoperta di un asteroide, appartenente a questa Fascia, con un diametro di ben 1000 km, circa la metà di Plutone stesso. La successiva scoperta di un ulteriore corpo, battezzato Sedna, avente all’incirca lo stesso diametro di Plutone, ha dato fuoco alle polveri.

Tutto questo portò la polemica -se Plutone fosse un grosso asteroide piuttosto che un “pianeta”- alla svolta finale. Nell’agosto 2006, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU), composta da astronomi professionisti di tutto il mondo, raggiunse un accordo su una precisa definizione di “pianeta”; stando alle decisioni adottate, un pianeta è un corpo celeste che:

* è in orbita intorno al Sole * ha sufficiente massa per avere una forma sferica come, ad esempio, la Terra * è l’unico corpo celeste presente nelle immediate vicinanze della sua orbita

Sulla base di questa definizione, Plutone risponde solo ai primi due requisiti ma non al terzo: infatti vicino alla sua orbita si possono appunto trovare gli asteroidi della Fascia di Edgeworth-Kuiper.

Plutone invece è da considerare come “pianeta nano”, una nuova classe di corpi creata nell’occasione, definito come segue:

* è in orbita intorno al Sole (Plutone lo è) * ha sufficiente massa per avere una forma sferica (Plutone è sferico) * NON è l’unico corpo celeste presente nelle immediate vicinanze della sua orbita e non è una luna di un altro pianeta (vicino a Plutone ci sono appunto gli asteroidi della Fascia di Edgeworth-Kuiper)

Questa definizione in pratica tiene conto del fatto che Plutone pur essendo molto più piccolo di un “pianeta” è tuttavia assai più grande di un asteroide normale; insomma se un asteroide fosse grande a sufficienza da riuscire ad assumere una forma sferica avrà diritto d’ora in poi a chiamarsi “pianeta-nano” distinguendosi quindi dai suoi “fratelli” più piccoli dalla forma a patata.

Pertanto il Sistema Solare possiede “soltanto” otto pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno più alcuni pianeti-nani dove, oltre a Plutone (appartenente alla Fascia di Edgeworth-Kuiper), troviamo Cerere e Vesta, i due più grossi asteroidi della Fascia Principale. Una piccola-grande rivoluzione che sarà ricordata nei libri negli anni e nei secoli a venire.

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