100 piedi in cammino verso Santiago de Compostela

Da il 16 ottobre 2013
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The Way – Un nuovo reportage in presa diretta dal Cammino di Santiago de Compostela – un’esperienza organizzata da “Orizzonti di Riflessione” con l’accompagnamento di Pino Dellasega.

Ed eccoci a documentare un nuovo viaggio in collegamento diretto con i protagonisti, che stavolta sono un bel gruppo di 50 camminatori che raggiungeranno Santiago de Compostela percorrendo a piedi l’ultimo tratto di 120 km.

Dopo aver seguito l’avventura della Coppia in Tandem lo scorso aprile da Catania a Predazzo, il viaggio a Medjugorie in bicicletta da parte di 3 amici di Predazzo, e ancora, la nuova impresa sulle Alpi della Coppia in Tandem e l’incredibile cammino a piedi dalla Valle di Fassa fino a Roma da parte di Fabiana e Ornella,  il nostro viaggiare sulle strade del mondo si sposta ora in Spagna per seguire Pino e Donatella con il loro numeroso gruppo di pellegrini. A voi la linea per il reportage in diretta:

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 Domenica 13 ottobre – 1^ tappa Km. 23,6 – dislivello 354 mt

 La notte ci accompagna ancora mentre con il pulmann ci avviamo verso il Monastero di Samos. Sono le otto del mattino ma l’alba fa fatica a nascere in questo pezzo di splendida Galizia. Visitato il Monastero Benedettino di Samos, dove vi sono alcune reliquie di San Benedetto e dove i monaci avevano creato un vero gioiello di architettura, si ritorna a Sarria lungo il fiume omonimo, accompagnati da un cielo pieno di nubi color rosa, che preannuncia l’arrivo del giorno.

Nel centro di Sarria inizia il nostro percorso che ci vedrà camminare per circa 120 chilometri in cinque tappe giornaliere, in questa mia prima esperienza con un gruppo di cinquanta camminatori, provenienti un pò da tutta Italia.

I pellegrini in cammino sono già tanti, di tutte le età ed etnie. I componenti del nostro gruppo sono elettrizzati per l’emozione di iniziare il Cammino; dopo la foto di gruppo,  si parte a òiedi dal centro di Sarria.

“Ho deciso che era ora di agire” dice Elena  “e di incominciare a mettere da parte la frase – el farò ben  – “ e prosegue –“da sempre volevo fare il Cammino e ora sono qui e sono felice”.

Nei primi chilometri camminiamo insieme a una folta scolaresca spagnola, qui, gli studenti che percorrono almeno cento chilometri del Cammino prendono i crediti scolastici, ma presto i ragazzi si fermano a far merenda intonando qualche canto in lingua spagnola.

“E’ una sfida con me stessa” dice Ilaria “anche se sono solo 120 Km, a me non è mai capitato di farli tutti insieme in una sola esperienza di cammino”.

Il percorso è stupendo e abbondantemente segnalato, infatti in ogni bivio ci aspetta la “capesanta”, simbolo del Cammino, per indicarci la strada da seguire.

“Per il nostro quarantesimo anniversario di cammino nel matrimonio” esordiscono Daniela e Roberto, “abbiamo voluto camminare insieme anche nel Cammino per eccellenza”.

I nostri passi ritmati dai bastoncini attraversano verdi prati elegantemente recintati e curati, piccoli gruppi di case contadine dove la vita sembra si sia fermata; mi si affianca Antonella e mi dice “sai Pino, oggi ho suggellato la mia amicizia con Ornella che ci lega da quando eravamo bambine. E’ commovente il solo pensare che oggi camminiamo assieme verso Santiago”.

Nel piccolo paese di Barbadelo possiamo ammirare la chiesa di Santiago, dichiarata monumento storico nazionale, costruita nel 1200 in stile romanico galiziano.

“E’ un’emozione il solo pensare a quante persone hanno camminato prima di noi su questo percorso” mi dice Ivana, mentre transitiamo per Vilacha, dove si possono ancora vedere le rovine del Monastero di Loio, culla dei Cavalieri dell’Ordine di Santiago.

Siamo ormai in vista di Portomarin, dove si conclude la nostra prima tappa e facciamo un incontro davvero inaspettato con Stefano, macellaio di Martignano sopra a Trento, che è sul percorso di Santiago dal 13 di settembre “per fare il cammino mi sono licenziato dal lavoro; era giunto il mio momento e quindi non ho aspettato e sono partito, sono veramente contento di averlo quasi concluso ed è stata un’esperienza fantastica”.

La chiesa di San Nicola nel centro di Portomarin fa da sfondo alle nostre fotografie, che chiudono questa prima giornata di cammino. Prima di cena, Padre Mauro fa la messa in hotel alla quale tutti prendono parte. (Pino Dellasega)

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Lunedi 14 ottobre – 2^ tappa Portomarin – Palais do Rei – Km. 26 – dislivello …..mt. 427

 Che lo straordinario del Cammino lo incontri sui volti dei pellegrini è la pura verità. Il vero valore aggiunto di questa esperienza sta proprio nella semplicità del pellegrino. Sui loro volti si legge solo la voglia di camminare, senza nessuna bandiera, senza nessuna professione, tutti uguali. C’è chi cammina per ritrovare se stesso, chi per una delusione, altri per ringraziare o per una promessa ma anche solo chi cammina semplicemente per star bene. Non ci sono regole su questa via, tutti si ignorano e tutti si conoscono nell’intimo, tutti si guardano e anche il silenzio e il rispetto parla.

Oggi la voglia di camminare si sente sin dalla colazione nel gruppo. Altri chilometri da lasciare indietro e tanta voglia di crescere per guardare in avanti.

Alle 8,30 si inizia a camminare partendo proprio dall’Hotel di Portomarin, lasciandoci alle spalle ancora nel buio questo piccolo gioiellino che è situato sulla collina.

Il cielo è ancora stellato e l’aria frizzante, ma già dopo pochi passi si inizia a sentire il caldo, quello buono che nasce dalla fatica.

Si inizia subito a salire lungo un sentiero che taglia una foresta di castani e la rugiada colora d’argento i ginepri, che sono davvero tanti in questo tratto di strada. Il gruppo prosegue ad un buon ritmo con poche pause se non per timbrare la Credential, cosa ormai diventata un ritmo a cui non si può mancare.

Si transita a Lameiros dove si può ammirare la Cappella di San Marco e successivamente a Ligonde, il piccolo borgo dove si fermarono durante il loro pellegrinaggio Carlo V e Filippo I  si incontra, a ricordo del loro passaggio, una semplice ma suggestiva croce di pietra.

I colori non mancano, oltre a quelli dei pellegrini, la natura incomincia a vestirsi a festa, con i suoi colori autunnali che attirano i nostri sguardi, sempre meravigliati.

I pellegrini sono sempre tanti che camminano in silenzio, tra sentieri e lungo le strade e spesso si incontrano gli stessi del giorno prima.

La nostra seconda tappa si conclude a Palais de Rei dopo circa 26 Km, in una giornata ancora ricca di emozioni che preannuncia il tappone di domani che ci porterà ad Arzua e dove le previsioni atmosferiche dicono pioggia….  (Pino Dellasega)

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Martedi 15 ottobre – 3^ tappa  Palais do Rei – Arzua Km. 31,5 – dislivello 303 mt

 “la vita non si programma ma si vive” e sul sentiero di Santiago in molti hanno deciso di viverla.

Mancano ormai 65 Km per arrivare sulla piazza  di Santiago, al cospetto della grande cattedrale che conserva le spoglie mortali dell’apostolo Giacomo.

La tappa di oggi è la più lunga delle cinque,  anche se il dislivello è leggermente inferiore alle due precedenti.

Sempre più pellegrini si affiancano lungo il sentiero, sempre più si vede nei loro occhi la voglia di arrivare, il desiderio di bruciare le tappe, ma i chilometri sono inesorabili a piedi e bisogna fare i conti con le medie da tenere, che il più delle volte sono di circa 4 Km all’ora, considerando le soste e i momenti di creatività fotografica. Ogni tanto si sente il rumore delle mountain bike , che, veloci solcano il terreno e in brevissimo scompaiono in fondo alla curva, tutto va avanti con rispetto fra camminatori e ciclisti e non manca mai sulla bocca degli uni e degli altri il “Buen Camino”.

Unica nota stonata è la sporcizia che si vede sul terreno , soprattutto nei ristori o nelle zone picnic che si trovano lungo il percorso. La colpa non è certo dei pellegrini, che depositano i rifiuti negli appositi bidoni,  ma dei Comuni che non mandano gli addetti a svuotarli.

Oggi si parte e si arriva  con la pioggia, pioggia che diventa poesia e suono mano a mano che i chilometri si lasciano alle spalle. L’odore intenso dell’eucalipto ci accompagna per un lungo tratto del sentiero che mischiato alle sottilissima pioggia sembra quasi di fare un aereosol.

Giunti a Leboneiro si cammina lungo l’antica strada romanica sino a  sino ai piccoli borghi di Disicabo e Fureios che con le loro  chiesette sono davvero dei piccoli gioielli di pietra.

Lo stupendo ponte medioevale ci fa accedere a Melide, posizione centrale del cammino di Santiago, dove il Cammino francese si fondo con gli altri Cammini provenienti da Oviedo. Tutta da scoprire all’ingresso del paese la croce di pietra, una delle più antiche della Galizia.

Si prosegue per Castaneda dove abbiamo potuto ammirare gli antichi forni a calce, serviti per la costruzione della Cattedrale di Santiago di Compostela.

La pioggia non cessa ma è talmente bello camminare che l’emozione è difficile da descrivere.

Nel centro di Melide, troviamo una delle più famose pulperie e cosi ci fermiamo ad assaggiare un tagliere di polpo alla Galiziana, vera specialità e unico momento culinario di oggi.

Solo adesso mi accorgo com’è stupendo camminare a fianco a fianco dei tuoi compagni, gustando solo il silenzio, distratto solo dai cerchi che le gocce d’acqua disegnano nelle pozzanghere.

Nella parte finale il dislivello si fa sentire e sulla cima della collina arriviamo ad Arzua, dopo 31,5 chilometri di camminata.

Tutti siamo contenti per l’esperienza di aver potuto camminare e gustare un  intero giorno di pioggia su questa via, che, giorno dopo giorno ci entra sempre di piu nel profondo del cuore. (Pino Dellasega)

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Mercoledì 16 ottobre – 4^ tappa  Arzua  – Pedrouzo  Km.  – dislivello  mt. 155

Un giorno di pioggia non è mai una brutta giornata per camminare, è solo una giornata in cui basta vestirsi in modo adeguato. E’ una giornata dove ci si può dedicare a se stessi e alla lettura dei profondi pensieri che arrivano e durante il cammino anche il cielo fa parte di noi.

E la pioggia ci saluta sin dall’inizio di questa quarta tappa, relativa corta, circa 20 km.. Anche oggi sarà quindi difficile fare qualche bello scatto fotografico perché il timore di bagnare e perdere la mia Canon è tanto.

Il gruppo è euforico, la tappa di ieri, seppur impegnativa ha lasciato e alimentato tanto entusiasmo, ormai tutti sono entrati nel vero spirito del Cammino e già tanti esprimono il desiderio di ritornarci.

In effetti, io che cammino molto, ho trovato veramente il Cammino un qualche cosa di diverso da tutto, qualche cosa di veramente forte e che ti prende.

Il percorso ricalca quello del giorno precedente, ma con pochi ristori, che a noi servono più che altro per apporre il “sello”, il timbro che certifica il passaggio e che servirà una volta arrivati a Santiago di ritirare la Compostela, la pergamena che ti qualifica come “Pellegrino”. Per averla il regolamento dice che però bisogna fare a piedi almeno 100 Km. sul Cammino.

Oltre alla pioggia, alla quale siamo abituati, in questo tratto la fa da padrone l’eucalipto, con foreste lunghissime, intarsiate da muretti a secchi che il muschio e il tempo rendono ancora più belli.

Attraversati i borghi di Burgo, Arca, San Anton ci avviciniamo a Pedrouzo e il nostro cammino prosegue sino alla frazione di Amenal, dove si conclude il nostro cammino anche per oggi. Ironia della sorte a dormire siamo nel paesino di O’ Pino.

Domani saremo davanti all’urna d’argento che custodisce i resti mortali dell’apostolo Giacomo, uno dei 12 discepoli di Gesù, detto anche Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo e Salomè e fratello di Giovanni Evangelista. San Giacomo è nato a Betsaida ed è morto in Giudea il 43 o 44 dopo Cristo giustiziato per mezzo della decapitazione dal re Erode Agrippa in quanto cristiano e fu il primo degli apostoli a diventare martire.

San Giacomo era uno dei tre discepoli più fidati di Gesù, uno dei primi a ricevere la chiamata quando stava pescando nel lago de Genezaret. Dopo la morte e la resurrezione di Gesù continuò a diffondere il Vangelo nella sua opera d’evangelizzazione per il mondo ed è diventato per la religione cattolica una delle figure più carismatiche ed importanti della cristianità. La leggenda vuole che nell’anno 813 un eremita venisse attirato da alcune strane luci a forma di stella sul monte Libredòn (da qui il nome di Compostela – campo di stelle) dove esisteva un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba che conteneva tre corpi, uno dei quali aveva la testa mozzata ed una scritta “qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomè”.

Leggenda a parte è particolarmente bello  poter camminare nei luoghi visitati da San Giacomo, che guarda caso è anche il patrono di Predazzo, il mio paese,  in Trentino.   (Pino Dellasega)

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Giovedi 17 ottobre – 5^ tappa Pedrouzo/Ameral – Santiago di Compostela Km. 17 – dislivello mt. 183

Sino ad ora nelle quattro tappe precedenti abbiamo percorso un totale di 105 chilometri e ora ci aspetta il gran finale. Si parte alle 9,30, chi, nel gruppo si lamenta ancora di qualche acciacco muscolare, di qualche piccola vescica, ma ormai i quattro giorni di cammino hanno incominciato a fare effetto e la muscolatura incomincia ad adattarsi bene a questi ritmi, che nonostante non siano impossibili, per persone non abituate a camminare, rappresentano comunque una bella sfida. Ma il corpo umano è una macchina perfetta, che va solo semplicemente allenata a fare certe attività, e, su questo Cammino le motivazioni certo non mancano. Campi e prati divisi in modo certosino da muri a secco mi fanno tornare in mente le parole di Paolo Coelho “Ai margini del Cammino di Santiago, le pietre impilate l’una sull’altra formavano muretti interminabili, che si incrociavano e si confondevano nei disegni della campagna. Pensai ai molti secoli che gli uomini avevano passato chini su quei terreni, eppure c’era sempre un sasso da togliere, una pietra che spezzava la lama dell’aratro, che azzoppava il cavallo, che incalliva la mano del contadino. Era una lotta che ricominciava ogni anno, e che non sarebbe mai finita.”. Superati una serie di piccoli borghi in pietra, vicinissimi uno dall’altro, si entra a Lavacolla, paese dove gli antichi pellegrini si lavavano e cambiavano per entrare nella città di Compostela. Dopo aver lasciato questo comune l’itinerario attraversa Villamalor, San Marcos, Monte do Gozo, San Lázaro, e finalmente si entra in città e mano a mano che ci si avvicina alla Cattedrale si incontrano sempre più pellegrini. Dalle strette viuzze di Santiago, si incomincia ad intravedere il campanile della Cattedrale di San Giacomo, un preludio al nostro arrivo. Ristoranti e negozi la fanno da padrone. Si incontra ogni sorta di pellegrino e tutti con lo sguardo felice e soddisfatto. Ci accoglie la piazza centrale, immensa e con tanti pellegrini: alcuni si abbracciano, altri versano lacrime di commozione, altri felici si immortalano nelle foto, ma c’è anche chi, si chiude solitario in un personale silenzio meditativo, chiude gli occhi e rivede il percorso, rivede la propria vita e tanti possono anche incominciare a vedere il cambiamento interiore, la vera motivazione che li ha portati sul Cammino di Santiago. La gioia è immensa e anche la voglia di entrare nella Cattedrale che è uno dei massimi santuari cattolici del mondo e dove, al suo interno, nella cripta, i fedeli venerano le reliquie dell’apostolo Giacomo, patrono di Spagna. La cattedrale è circondata da quattro piazze: Praza do Obradoiro, Praza dal Praterìas, Praza da Quintana e Praza da Immaculata. La facciata principale della Cattedrale detta dell’Obradoiro, in stile barocco venne eretta allo scopo di proteggere il portico della Gloria dalle intemperie. Ai lati si innalzano le due torri medioevali, quella di destra in cui si trova la statua di santa Maria Salomè, madre di san Giacomo e la torre di sinistra con la statua del padre Zebedeo. Al centro, tra le due torri vi è la statua di San Giacomo. Superato il portale barocco dell’Obradoiro, si entra nella cattedrale per il Portico della Gloria, vero capolavoro della scultura romanica e opera del Maestro Matteo. Il portico è costituito da tre campate voltate a crociera e presenta tre portali scolpiti, tramite i quali si accede alle navate. Il portale centrale, il più grande, è architravato e diviso al centro da una colonna, dove campeggia la statua dell’apostolo Giacomo. Sulla lunetta si trova la rappresentazione scolpita della corte della Gerusalemme Celeste, secondo la descrizione dell’Apocalisse di Giovanni, con al centro il Cristo in Maestà, circondato dai “quattro esseri viventi”, simbolo degli evangelisti, da angeli e dalle anime dei giusti. Sull’archivolto sono rappresentati i ventiquattro vegliardi. Sugli stipiti vi sono le statue di apostoli e profeti. Ai piedi della colonna, dalla parte opposta a quella di San Giacomo, c’è la statua che autoritrae il maestro Matteo, inginocchiato con una mano al petto, guarda verso l’altare maggiore con atteggiamento da penitente e sulla sua pergamena si può leggere “architetto”. E’ usanza dare tre piccoli colpi con la testa a questa statua per ottenere i tre regali che aveva Matteo e cioè, la scienza, la saggezza e l’umiltà. Entrati nella Cattedrale si rimane meravigliati dal Botafumeiro, il gigantesco turibolo dell’incenso che viene fatto oscillare spettacolarmente da un estremo all’altro della navata a crociera nei giorni di solenni celebrazioni. Arriviamo infine alla Capela Maior che è il cuore della cattedrale. Vi si trova il sontuoso altare maggiore, sormontato da un baldacchino. L’altare, in stile barocco, contiene la statua in pietra di San Giacomo, ricoperta da un mantello d’argento. Saliamo una scala situata dietro l’altare, e abbiamo accesso alla statua dorata del Santo che è possibile abbracciare e baciare il mantello, come vuole la tradizione. Scendiamo dal lato opposto e accediamo alla cripta, dove, in un’urna d’argento, sono conservate le reliquie del Santo. Trovarsi davanti ai resti mortali di uno dei 12 apostoli è un’emozione indescrivibile, l’apostolo per antonomasia patrono dei pellegrini, patrono dei camminatori, come noi che del cammino abbiamo fatto uno stile di vita.

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Venerdi 18 ottobre - Santiago – Pilgrims

Il Cammino più lungo è quello interiore e oggi, giornata di riposo per la visita alla Cattedrale di San Giacomo, ho potuto assistere all’arrivo di tanti pellegrini, tanti abbracci e soprattutto tante lacrime. Emozione trattenute per oltre 700 Km quelle della maggior parte dei pellegrini che innondano la Piazza dell’Obradoio. Con la guida assaporiamo la bellezza della Cattedrale, con tutta la storia del Santo scolpita nella facciata principale. Le parole rendono tutto più chiaro, dal sarcofago ritrovato dal pastore nel campo di stelle, dalla scritta rinvenuta tra le ossa “qui giace Giacomo il maggiore, figlio di Zebedeo e Salome” dai re e regine che si inchinano a San Giacomo, dai suoi due discepoli, che riportarono in Spagna i resti dell’Apostolo dopo che lo stesso era stato giustiziato a Gerusalemme, da Carlo Magno che rilancia il Cammino francese; tutto racconta di questo Apostolo, protettore dei camminatori. A mezzogiorno mi sgancio dalla visita guidata perché nella cattedrale dopo la messa ci sarà la tradizionale cerimonia del Botafumerio, il gigantesco turibolo riempito di incenso che attraversa da una parte all’altra le arcate laterali della basilica. E’ la messa dei pellegrini e il sacerdote nomina uno per uno i gruppi che sono arrivati in questo giorno. Uno dei ragazzi della scuola spagnola che ha fatto il tratto con noi legge un pensiero: “Signor San Giacomo, aiutaci ad andare avanti in questo periodo di crisi economica che attraversa la Spagna” e continua con parole di speranza che mai come adesso andrebbero bene anche per il nostro Paese. Finita la messa, inizia la cerimonia del Botafumerio, e ad ogni tirata di corda il gigantesco turibolo prende sempre più forza, sembra che da un momento all’altro si dovesse staccare dalla fune. Per i pellegrini appena giunti è un momento che segnerà la loro vita. Mi ripropongo di ritornarci stasera per la messa delle 19,30 e l’emozione raddoppia perché questa volta mi gusto anche la voce della suora che canta l’inno di Santiago tra i fumi del Botafumerio. Torno sulla piazza per raccogliere ancora qualche immagine dell’arrivo dei pellegrini, che nemmeno le ondate di pioggia possono fermare la loro gioia per essere arrivati. La Cattedrale di Santiago illuminata durante la notte è suggestiva come alcuni scorci che hanno del misterioso, come l’ombra del pellegrino che nasce solo con un gioco di luci casuali, dietro una colonna. Domani andremo a Muxia a visitare la basilica di Nostra Senora della Barca e quindi faremo l’ultimo tratto a piedi per raggiungere il Km.0 a Finisterre, il luogo dove prima della scoperta dell’America si pensava finisse il mondo, dove finiva la Terra. “”C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire. (Andrej Arsen’evič Tarkovskij) E noi non vogliamo fuggire, ma camminando giorno dopo giorno, andiamo incontro al nostro Io più profondo, lentamente ma inesorabilmente, anche se nessuno ancora sa quando lo incontreremo… (Pino Dellasega)

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 Sabato 19 ottobre – Muxia e Finisterre ultimo giorno

“L’importante sta nella vita, solo nella vita, nel processo della sua scoperta, in questo processo continuo e ininterrotto, e non nella scoperta stessa!” (Fëdor Dostoevskij). Si conclude con oggi la nostra avventura galiziana, un’avventura fatta di cammino, di condivisione, di gioia e ammirazione. Sicuramente siamo più ricchi, per qualcuno è un punto di partenza, per altri può rappresentare un bivio, ma mai un punto di arrivo. Chiudiamo il nostro cammino regalandoci due gemme, Muxia e Finisterre. Racconta la leggenda che l’apostolo Giacomo, stanco e sconsolato dal suo pellegrinare, proprio sulle coste più occidentali della Spagna, a Muxia, sia stato visitato dalla Vergine, che su di una barca trainata da angeli, ha sussurrato parole di incoraggiamento a Santiago, per farlo continuare nella sua opera di evangelista. Da questo episodio nasce il santuario della Virge della Barca o Nosa Senora da Barca, costruito  di fronte al luogo di culto megalitico centrato sulla Pedra d’Abalar, ovvero la pietra oscillante. Inoltre vicino alla chiesa sulla scogliera si trova la Pietra Sacra, alla quale sono state attribuite per migliaia di anni proprietà magiche. Sicuramente in tutto questo vi è tanta credenza e fantasia popolare, ma vi assicuro che è bello poter calpestare quel lembo di terra rocciosa dove anche San Giacomo un giorno lontano si è ritrovato con i suoi dubbi. Lasciata Muxia ci portiamo a Finisterre, dove prima di partire per la camminata quotidiana, Padre Mauro celebrerà la SS Messa nella piccola ma suggestiva chiesa di Santa Maria de Areas, dove è conservato il crocifisso del Cristo dalla barba dorata, che la tradizione vuole che in tempi antichi i pellegrini concludessero il viaggio proprio per prostrarsi davanti al figlio di Dio in questo luogo estremo, dopo aver fatto visita alla tomba di San Giacomo. Camminando arriviamo infine a Finisterre, dove nell’antichità si pensava che finisse il mondo, era la fine della terra ferma, oltre il nulla e la paura. Transitati al Km.0, si arriva vicino al Faro e dove qualcuno di noi, come da tradizione, brucia qualche cosa di vecchio che non serve più. Io, per non aiutare ad inquinare, getto sul fuoco un piccolo foglio bianco contenente un pensiero. E’ d’obbligo la foto di gruppo e anche quella dei 15 istruttori di nordic walking presenti. La miglior preghiera al principio di un giorno è di non sciuparne i momenti preziosi. John Ruskin, The Crown of Wilde Olive, 1866 Qui, per tanti pellegrini è la vera fine del Cammino di Santiago, e, per molti da domani sicuramente nascerà un altro giorno, altre speranze, nuove amicizie,  nate lungo i quasi mille chilometri di cammino, ma sempre resterà la certezza che la vita è bella e che ne vale la pena di viverla sino in fondo, guardando il futuro guidati da quei punti di luce, che seppur piccoli e che ogni tanto sembrano spegnersi, ma che ti conducono  sempre nella giusta direzione, alla ricerca nel futuro di un posto dove finalmente regni la pace.  Durante il percorso ci si trova sempre davanti a un bivio e spesse volte scegliere di andare a destra o a sinistra  porta sempre dei cambiamenti e sul sentiero che ho concluso oggi, il grande cambiamento è stato che finalmente il Nordic Walking in Italia è stato riconosciuto a livello federale con la Scuola Italiana quale punto di riferimento formativo e sempre con oggi ho dato vita al mio nuovo progetto  WAYS – dentro il cammino.  (Pino Dellasega)

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