8 marzo: tre grandi astronome

Da il 8 marzo 2011
di Marco Vedovato, Gruppo Astrofili Fiemme Nella festa dell’8 marzo desidero brevemente ricordare alcune grandi astronome, la cui opera ha contribuito allo sviluppo del pensiero scientifico: - Ipazia di Alessandria (370-415): Astronoma, filosofa e matematica; difficile quantificare il suo effettivo contributo a causa della mancanza di opere scritte. Uccisa da fazioni Cristane -e la leggenda (non provata) vuole il suo assassinio avvenuto l’8 marzo- è nel tempo diventata simbolo della libertà del pensiero scientifico. Il film Agorà (2010) narra -in modo un po’ romanzato- la sua vicenda. - Henrietta Swan Leavitt (1868-1921): Straordinaria figura di donna silente ma tenace nonostante la cagionevole salute; per anni lavorò sopra lastre fotografiche misurando la luminosità di stelle variabili (stelle la cui luminosità oscilla nel tempo). Scoprì una relazione fondamentale per misurare la distanza delle galassie. Grazie a lei fu possibile quantificare la vastità dell’universo che dopo di lei assunse dimensioni inammaginabili solo pochi anni prima. La qualità delle sue ricerche è maggiormente evidenziata dalle condizioni di sottomissione delle donne in quegli anni: perfino la sua grande scoperta andò a gloria degli astronomi (uomini) del tempo. A questa meravigliosa persona prima o poi dedicherò una conferenza. - Jocelyn Bell (1943): Scoprì durante la tesi di dottorato (PhD) una particolare classe di stelle: le Pulsar (Pulsanting Star), stelle ormai morte incredibilmente compatte poi identificate come stelle a neutroni. Ingiustamente il Nobel per la Fisica venne assegnato solo al suo professore e non anche a lei!

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