Batteri extraterrestri in un meteorite?

Da il 6 marzo 2011

di Marco Vedovato, Gruppo Astrofili Fiemme

L’origine della vita è uno degli argomenti più affascinanti della scienza. La teoria più accreditata è quella della abiogenesi (la vita dalla non-vita): la vita nacque spontaneamente come conseguenza di reazioni chimiche tra i composti presenti nella Terra primordiale: dapprima si svilupparono gli amminocidi che aggregandosi formano le proteine, a loro volta mattoni fondamentali delle cellule. Il cammino dagli amminoacidi alla cellula è tuttavia molto lungo e complesso. Qualche decennio fa, il celebre astronomo inglese Fred Hoyle rilanciò, in alternativa all’abiogenesi, la teoria della panspermia, ossia l’ipotesi di “semi vitali” sparsi ovunque nello spazio che una volta entrati in un pianeta adatto “attecchiscono” dando origine a microrganismi viventi. Questa teoria non riscosse mai grande successo, soprattutto perché spostava a monte la spiegazione: se la vita sulla Terra viene direttamente dallo spazio, allora da dove hanno origine i “semi”? Tuttavia la panspermia periodicamente emerge alla ribalta; ad esempio, qualche anno fa, all’interno di un meteorite di origine marziana, dal criptico nome ALH 84001 (“ALH” è la sigla dei meteoriti trovati in Antartide, 84 indica l’anno 1984 in cui è stato trovato e 001 ci dice che è il primo rinvenuto in Antartide quell’anno), furono osservate delle strutture molto simili a batteri fossili (batteri extraterrstri, nel caso fosse così).
ImmagineALH 84001 Batteri extraterrestri in un meteorite?

Il meteorite ALH 84001

File ALH84001 structures Batteri extraterrestri in un meteorite?

Presunti batteri marziani fossili in ALH 84001

Su questo punto si scatenò la diatriba scientifica: microbi (extraterrestri) sì o no? Senza entrare nel merito, a tutt’oggi non si può dire una parola definitiva se siano o meno davvero batteri alieni fossili. Ora nella saga si aggiunge un nuovo capitolo: nel numero di marzo 2011 (2011, vol.13) della prestigiosa rivista Journal of Cosmology (Giornale  di Cosmologia) è apparso un articolo, firmato dall’astrobiologo Richard B. Hoover, che rilancia decisamente l’ipotesi della panspermia. All’interno di un frammento meteorico prelevato dal famoso Meteorite di Allende (caduto in Messico nel 1969) il ricercatore ha notato strutture apparentemente identiche a fossili di cianobatteri, una particolare classe di batteri che non necessita dell’ossigeno per la sopravvivenza; i cianobatteri producono tuttavia ossigeno come prodotto di scarto del loro metabolismo. La giovane Terra per i primi due miliardi di anni dopo la nascita della vita fu popolata proprio da cianobatteri, che prosperarono in un’atmosfera per noi venefica; ma in quei due miliardi di anni quei piccolissimi esseri cambiarono per sempre l’atmosfera stessa arricchendola di quell’ossigeno sfruttato poi dalle successive e più evolute forme di vita. In siffatta atmosfera, ormai a loro ostile sebbene da loro stessi trasformata, i cianobatteri sparirono. Insomma, se quanto trovato da Hoover dopo 10 anni di meticoloso lavoro fosse definitivamente confermato, avremmo per la prima volta trovato degli… extraterrestri; non omini verdi, naturalmente, “solo” semplici microbi. Tuttavia l’ipotesi possibilità che nell’Universo vi siano altri pianeti abitati -anche solo da esseri elementari- troverebbe una solida base scientifica. Come scriveva Shakespeare: “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (Amleto). Raccomando di leggere, a completamento e integrazione di quanto ho scritto questo bell’articolo di Luigi Bignami.
imgres Batteri extraterrestri in un meteorite?

Le strutture osservate da Hoover: batteri alieni?

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