Cavalese e punti nascita, le piroette della Giunta Provinciale

Da il 13 gennaio 2017
ospedale fiemme cavalese

SCELTE DETTATE DA ROMA NELLA INCAPACITA’

DI GOVERNO DELLA PROVINCIA DI TRENTO

Per l’ennesima volta, assistiamo alle piroette di questa Giunta provinciale in materia di sanità e non solo, ma in questo caso relative al punto nascite di Cavalese, che in un primo momento sembrava salvato per l’intervento apparentemente miracoloso di qualche rappresentante eletto. Nella realtà però, come si vede, così non è, tanto che tutta la commedia inscenata sembrerebbe addirittura una presa in giro sia da parte di qualche collega, che ha voluto erigersi a Ras del quartiere, sia della Giunta provinciale che con discutibilissime argomentazioni, ora, vorrebbe giustificare la legge del taglione in materia di punti nascita.

Così, dopo Tione e dopo che è stata silenziata in modo indecoroso la situazione di Arco, che ha subito contro ogni volontà la chiusura del punto nascita, ecco che si prosegue anche di quello di Cavalese. Crediamo che, nel mentre l’Assessore alla sanità si sta sperticando per fungere da candidato Presidente, con dibattiti e quant’altro, probabilmente sarebbe molto più produttivo e opportuno si spendesse alla pari nel trovare le soluzioni per quei territori e territorialità che solo le miopi visioni della Giunta provinciale portano ad intendere come costi e non come centri di investimento, per quanto riguarda la salute del Trentino.

E così dopo la falcidiata sulle guardie mediche, l’ennesimo gioco delle parti tra maggioranza e Giunta per arrivare a quello che è l’obbiettivo, vale a dire a dire la concentrazione dei punti nascita su Trento e Rovereto lasciando Valle di Fassa, Valle di Fiemme e tutte le zone a queste legate sguarnite di un servizio importantissimo legato al mantenimento del centro nascite. Proprio per questo, crediamo che sia giunto il tempo di chiedere a questa Giunta di fare un passo indietro, magari di andare a casa, ma in subordine di lasciare al prossimo Presidente e alla prossima maggioranza, dopo il 2018, le scelte su temi così importanti.

Diversamente chiunque andrà a governare dovrà suo malgrado fronteggiare una situazione di macelleria sociale, con servizi alle persone falcidiati e con la messa fortemente in discussione del tema della garanzia dei servizi pubblici territoriali, che non possono essere legati – per quanto riguarda proprio la conformazione orografica del Trentino – a numeri e stime che possono variare, anche in modo sensibile, in base semplicemente alle dichiarazioni fatte da chi governa la politica trentina in merito alla sicurezza.

Consigliere provinciale/regionale Claudio Civettini

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