Cavalese, Videro e Credettero la sintesi della prima serata

Da il 2 agosto 2013
cavalese videro e credettero don lauro tisi valle di fiemme11

Cavalese – A partire dal tema della mostra: VIDERO  E  CREDETTERO

Videro: collegare la fede con il vedere non è spontaneo, noi uomini colleghiamo la fede con l’astratto. La fede fa parte dei mondi astratti per l’uomo di strada.

Videro, toccarono con mano e quindi credettero.

 - QUESTA SERA 2.8.2013 SECONDA SERATA CON MUSICHE E  LETTURE E MUSICHE – In collaborazione con la Scuola di Musica il Pentagramma

È necessario porre una premessa.

In Occidente negli anni 70 si è divulgata l’idea della morte di Dio, un Dio con il quale non si ha niente da spartire perché l’uomo basta a se stesso. Dio è morto. Era politicamente scorretto parlare di Dio.

Successivamente c’è stato un ritorno del sacro, ma come “antidoto” allo stress della vita moderna, Dio come consolazione per un uomo stanco. A nessuno si nega un “Dio antistress”, qualsiasi religione sia.

Negli anni ’90 siamo passati alla “dittatura” dell’io, l’uomo è solo, orfano con un tasso di angoscia fondamentale. L’uomo è solo e abbandonato.

Dopo aver perso Dio, abbiamo “fatto fuori” l’uomo. L’esperienza della fede ha lasciato il posto ad un “benessere” più o meno…..

Invece la fede cristiana è il riconoscimento che tu diventi te stesso guardando il volto dell’altro, come una promessa.

L’altro è la mia libertà, io senza l’altro non sono.

L’io è un’infinità di volti, è una comunità, non c’è la fede individuale e poi la fede di comunità. È una fede comunitaria.

Non esiste una contrapposizione tra fede e vita; la vita è credente o non credente. Il cristianesimo non è soltanto “fare il bene”.

La fede ha sempre un’implicazione della libertà. Tu sei la mia libertà, questi sono i miei fratelli. Nel riconoscersi come comunità l’altro non è mai pietra di scarto. La grande notizia cristiana è l’altro e la mia libertà.

Amare non vuol dire possedere (67 donne uccise in questi mesi dall’inizio dell’anno).

Il cristianesimo è questo “IO VIVO PER TE!”

Il dramma della società italiana, della politica italiana è credere che l’unica operatività giusta è quella personale, l’altro non ha idee “buone”, l’unico saggio sono io. Manca il dialogo, ascoltare le opinioni degli altri, io sono troppo concentrato su me stesso.

Mentre nel cristianesimo la vita è gioia presente, è l’ascolto di un altro. La bellezza del cristianesimo ha una concretezza in Gesù, nel carpentiere, nell’uomo di Betlem. Il nostro Dio non è ingabbiabile in una religione, è arrivata l’ora di riprenderci questo Dio concreto.

”Amico, tu vai bene così come sei, non sei una pietra di scarto”: questa è la bellezza di Gesù Cristo, che accoglie tutti come ha ricordato anche Papa Francesco.

Nella Chiesa essere figli e fratelli non vuol dire “vogliamoci bene” ma avere la certezza che veniamo dalla stessa storia. In una famiglia sana nessuno si preoccupa degli errori che fa e così in una comunità. Dio perdona tutto,  è misericordia, io sono un frammento di luce che viene da Dio.

Quando uno ha sperimentato questo Dio non ha più paura della morte o meglio sente che c’è una luce oltre la morte, anche il guado della morte è oltrepassato dalla fede.

Seguire Cristo perché l’altro è la mia libertà.

Seguire Cristo è essere catapultati nella fraternità.

La misericordia è il volto di Dio.

- Nicola Defrancesco -

 - QUESTA SERA 2.8.2013 SECONDA SERATA CON MUSICHE E  LETTURE E MUSICHE – In collaborazione con la Scuola di Musica il Pentagramma

Videro e credettero – letture & musica_def.mod.doc

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