Ebrima e Alassan raccontano a scuola il viaggio verso l’Italia

Da il 16 febbraio 2016
ebrima e alassan

Studenti attenti e curiosi hanno ascoltato le storie di Ebrima e Alassan, due dei venti richiedenti protezione internazionale ospitati a Miola di Pinè, dove sono stati attivati con buoni risultati numerosi progetti e iniziative di socializzazione, formazione e integrazione.

I due giovani, provenienti da Senegal e Gambia, hanno incontrato nei giorni scorsi  gli alunni delle due classi quinte dell’indirizzo Scienze Umane de La Rosa Bianca di Cavalese. Michele Malfer, assessore della Comunità di Valle e insegnante spiega: “I ragazzi delle quinte dell’indirizzo Scienze Umane stanno affrontando un percorso annuale legato all’accoglienza nelle sue diverse forme, anche in vista delle settimane di stage che svolgeranno in collaborazione con la Caritas e il Centro Servizi Volontariato, con il quale la scuola collabora positivamente da anni.

All’interno di questo percorso ci è sembrato importante inserire anche il tema dell’accoglienza ai richiedenti protezione internazionale. La presenza di Elisa Rizzi, assistente sociale a Cavalese e volontaria a Miola di Pinè, è stata fondamentale per permettere questo incontro, che si è rivelato molto formativo”.  Elisa Rizzi aggiunge: “Ebrima e Alassan hanno raccontato agli studenti il loro lungo viaggio via terra per lasciare i loro paesi e raggiungere la Libia, dove sono stati fatti prigionieri per poi lavorare fino a quando la situazione si è fatta insostenibile e si sono imbarcati verso la Sicilia.

Dopo lo sbarco sono stati accolti prima a Marco di Rovereto e ora a Miola di Pinè, dove sono alloggiati venti uomini tra i 19 e i 35 anni. I ragazzi di Cavalese hanno fatto molte domande, soprattutto sul viaggio e sulle motivazioni che li hanno spinti a partire. Tante le curiosità anche sul loro futuro, su cosa sognano e cosa vorrebbero fare: credo sia stato importante per gli studenti scoprire che le aspirazioni, ma anche le paure, di Ebrima e Alassan sono uguali alle loro”.

L’incontro si è concluso con la promessa di mantenere i contatti e un doppio invito, nato dalla consapevolezza che sport e cucina sono tra i canali migliori per creare amicizia e integrazione: una partita di calcio a Cavalese e un pranzo alla scoperta dei sapori africani a Miola di Pinè.

“Dopo l’incontro di presentazione del Servizio Sociale di Fiemme agli studenti, abbiamo voluto creare questa ulteriore occasione di conoscenza del territorio e delle sue reti: nel mio duplice ruolo di insegnante e vicepresidente della Comunità di Valle sono convinto che la scuola debba uscire dalle aule e allo stesso tempo il territorio, anche nella sua parte istituzionale, debba entrare in classe, in uno scambio reciproco di esperienze e competenze”, conclude Malfer.

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