Fiemme, approvato il Piano Sociale di Comunità

Da il 4 gennaio 2019
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I SERVIZI SOCIALI GUARDANO AI NUOVI BISOGNI DEL TERRITORIO

Il Piano Sociale di Comunità 2016-2020 è stato approvato dal Consiglio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme nell’ultima assemblea dell’anno, venerdì 28 dicembre.

Un documento importante, che definisce le politiche sociali per il territorio, inquadrando la realtà di riferimento, i bisogni e le priorità d’intervento, per poi proporre azioni in più ambiti. Il Piano è il frutto di un lungo lavoro di confronto e ascolto del territorio, concretizzatosi nella creazione di un tavolo di cui hanno fatto parte rappresentanti degli enti pubblici, dei servizi, del volontariato, del privato sociale, delle categorie economiche e del lavoro. Un documento che vuole fotografare una realtà in cambiamento, alla quale anche i Servizi Sociali devono adeguarsi, trovando risposte nuove a nuovi e vecchi bisogni.

Se la fine dell’anno è tempo di bilanci, lo è pure per i Servizi Sociali della Val di Fiemme, che quest’anno hanno visto cambiamenti anche nell’organizzazione interna. La responsabile Manuela Silvestri è infatti andata in pensione e da settembre è Michele Tonini a gestire il servizio, coadiuvato da Michela Zorzi, nel ruolo di coordinatrice delle assistenti sociali. La riorganizzazione ha visto anche una nuova suddivisione delle assistenti sociali sul territorio, così da ottimizzare le risorse, valorizzando i talenti disponibili: ora due professioniste sono destinate al lavoro con i minori, due con gli anziani e una con gli adulti.

La Comunità di Valle ha ottenuto anche per quest’anno la conferma del certificato Family Audit, la certificazione che attesta la volontà di adottare politiche di gestione del personale orientate al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. In quest’ottica si sta lavorando per proporre orari di lavoro più flessibili e conciliabili con gli impegni personali, così da andare incontro sia alle esigenze dei dipendenti sia a quelle dell’utenza. Continua anche l’impegno a rendere la valle sempre più un territorio a misura di famiglia: il Distretto Famiglia di Fiemme cresce e raccoglie nuove adesioni, tra enti pubblici e imprese private, costruendo così una rete sempre più fitta di cui beneficiano residenti e turisti.

Negli ultimi anni l’ente ha intensificato i rapporti e le collaborazioni con le associazioni, le cooperative e il privato sociale, valorizzando anche nuove realtà di giovani, capaci di portare una visione fresca e moderna. Per fronteggiare il problema della fragilità economica e sociale che colpisce molte persone anche in valle, sono stati messi in campo diversi progetti. Si tratta di azioni volte all’inserimento lavorativo di soggetti deboli, come per esempio l’ampliamento dell’Intervento 19 con l’assunzione di 7 donne per 24 mesi, i contributi ai Comuni che organizzano l’Intervento 18, o progetti particolari insieme a diverse realtà del territorio, come Terre Altre e Progetto 92. Realtà con cui l’ente porta avanti anche azioni di autonomia abitativa, come il Progetto Casa presso l’Oasi Mamma Emma di Cavalese con Anffas o il progetto con la cooperativa sociale Le Rais per adolescenti e giovani adulti. Sempre a sostegno delle categorie più fragili, sono stati anche quest’anno integrati i contributi a sostegno dell’affitto.

Per quanto riguarda gli anziani, la riforma Spazio Argento voluta dalla precedente Giunta provinciale lascia ancora molti dubbi: se gli obiettivi fissati sono pienamente condivisibili, le linee guida non chiariscono completamente come metterle in atto, adattandole ai bisogni dei singoli territori. Per questo le Comunità di Valle del Trentino hanno chiesto di rivedere alcuni punti della riforma.

Nell’ottica della riorganizzazione generale dei Servizi Sociali, dal 1° gennaio gli operatori socio sanitari assunti dall’ente lavorano al Centro Servizi di Cavalese, mentre i servizi domiciliari sono affidati a una cooperativa, i cui operatori potranno essere affiancati e formati per garantire gli stessi standard di qualità.

Nell’ambito delle politiche giovanili, quest’anno il Comitato esecutivo ha assunto l’impegno di farsi carico fino a fine mandato dei 40.000 euro di costo annuale per la gestione delle tre sedi degli Spazi Giovani di Predazzo, Tesero e Cavalese, valore generalmente ripartito tra tutti i Comuni della Valle. Il Piano Giovani di Zona ha visto nel 2018 un impegnativo lavoro di rivisitazione del Piano strategico generale, il documento che definisce obiettivi e linee guida. Per il 2019 la priorità sarà quella della prevenzione delle dipendenze, non solo da droga e alcol (argomenti di stretta attualità, su cui l’ente si interroga da tempo), ma anche dalle nuove tecnologie, dal gioco d’azzardo e delle dipendenze affettive. Nelle politiche giovanili rientrano anche le otto borse di studio da 2.000 euro ciascuna messe a disposizione degli studenti di Medicina e Chirurgia.

Per quanto riguarda l’ambito scolastico, l’impegno più consistente nel 2018 è stato senza dubbio l’organizzazione e la gestione, in collaborazione con i Comuni, del servizio mensa, ampliato anche alle sedi di Predazzo, Ziano e Tesero. Un impegno che non è ancora concluso, visto che altri plessi scolastici stanno valutando l’introduzione della settimana corta e i conseguenti rientri pomeridiani.

Al termine di un anno impegnativo, il presidente della Comunità di Valle Giovanni Zanon e il suo vice Michele Malfer sottolineano: “In una realtà in continuo cambiamento, siamo soddisfatti della qualità dei nostri Servizi Sociali, che stanno dimostrando di essere capaci di adattarsi alle nuove criticità che emergono, senza dimenticare i bisogni pregressi. Basti pensare che non ci sono liste d’attesa, a testimonianza che le necessità di chi si rivolge a noi sono prontamente soddisfatte. Certo, dobbiamo prestare sempre ascolto al territorio e alle persone, trovando soluzioni innovative nonostante le rigidità del sistema pubblico. Per noi amministratori la professionalità di chi opera nei Servizi Sociali è di grande aiuto: sono loro a darci le indicazioni sulle quali muoverci per rispondere ai bisogni della comunità”.

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