Fiemme, come sarà la valle senza auto

Da il 4 aprile 2011

VAL DI FIEMME. Fra le numerose partite aperte in vista dell’appuntamento iridato del 2013 in valle di Fiemme figura senza dubbio quella sulla mobilità. La valle si sta interrogando e confrontando anche su scadenze che vanno oltre i mondiali di sci nordico. Un importante contributo per capire qual è l’orientamento degli amministratori, ma anche delle categorie economiche e della gente comune è venuto dalla trasmissione “Trentino in diretta” condotta dal caporedattore del Trentino Paolo Mantovan, registrata martedì sera nel teatro comunale di Tesero. Con una rassicurazione: cari fiemmesi, non rinuncerete all’auto. Sulla mobilità ci sono ancora molti aspetti da chiarire, che costituiscono per altro ancora fonte di preoccupazione per i cittadini. Ma sull’uso dell’automobile da parte dei privati l’assessore all’urbanistica e all’ambiente Mauro Gilmozzi è riuscito martedì sera a mettere un punto fermo e a tranquillizzare i fiammazzi. Ha fatto capire in sostanza che i cittadini di Fiemme potranno continuare anche in futuro a usare la loro automobile per gli spostamenti. L’uso del mezzo pubblico si potrà calcolare intorno al 30-40%. Il protocollo d’intesa sulla mobilità interna alla valle sottoscritto da tutti i sindaci di Fiemme, ha ricordato Gilmozzi prevede un investimento di oltre 9 milioni di euro: «Sarà un progetto pilota finalizzato a liberare la statale 48 dal traffico privato – ha detto Gilmozzi – e i cittadini si sposteranno con il sevizio di autobus pubblici a idrogeno o elettrici a impatto zero. Chi non vorrà usare i mezzi pubblici si sposterà sul proprio mezzo, usando invece la fondovalle». Ma attenzione: «Inutile intervenire in mesi come aprile o maggio, quando il traffico non è un problema» ha chiarito Gilmozzi. «L’importante è avere un’alternativa quando serve davvero». Ecco perché il potenziamento dei collegamenti con il fondovalle. Per il Piano stralcio della mobilità di Fiemme la Giunta provinciale ha stanziato da tempo 100 milioni di euro: «Noi vogliamo – ha concluso Gilmozzi – che il progetto trovi grande condivisione». Ma all’assessore sono arrivate anche dal pubblico alcune sollecitazioni per non perdere altro tempo prezioso e andare avanti con i progetti. Il sindaco di Tesero Francesco Zanon in particolare ha sollecitato l’assessore perché venga trovata una soluzione condivisa con gli artigiani e operatori economici di Piera per il collegamento con la fondovalle, mentre il direttore dell’Apt Bruno Felicetti ha sottolineato l’urgenza di attuare i progetti: «Se vogliamo competere non possiamo aspettare 15 o 20 anni – ha detto – dobbiamo farlo subito». Il rappresentante degli artigiani Fausto Mich ha evidenziato che la valle, ancora prima che nasca la comunità territoriale è riuscita a lanciare l’interessante progetto di “Spazio di vita”: «Sarebbe davvero un peccato fermarsi ora». Il titolare della Despar e presidente della Cassa rurale di Fiemme Dino Zanon ha manifestato invece qualche perplessità sul fatto che con la continua crescita della zona artigianale di Piera non si avvii uno spopolamento del paese di Tesero. Il sindaco di Cavalese Silvano Welponer ha rimarcato in fine che dal progetto di mobilità la valle ne ha avrà uno straordinario beneficio. Ma l’assessore alla mobilità della Comunità della valle di Fiemme Fabio Vanzetta ha chiarito con fermezza che per liberare la statale 48 però bisognerà svuotare il traffico ben prima di Cavalese: «Con una galleria sotto il capoluogo della valle (circonvallazione interrata, prevista dal piano stralcio) non svuoteremo la 48». Ma dalla viabilità interna il dibattito inevitabilmente l’altra sera si è spostato sui collegamenti esterni con l’uso di mezzi su rotaia. E l’assessore alla mobilità della Comunità di valle e sindaco di Ziano Fabio Vanzetta non ha potuto fare a meno di sottolineare l’incredibile handicap della valle sul fronte dei collegamenti pubblici. Sulla ferrovia in Fiemme il presidente della Comunità di valle Raffaele Zancanella ha ricordato l’opportunità di valutare attentamente i costi-benefici per la creazione di un ferrovia di collegamento di Fiemme con Trento: «Se non so quanto costa – ha concluso provocatoriamente – vado a Trento in elicottero».  Gilmozzi ha messo in luce che la gente salirà sul treno in valle di Fiemme solo se si ci saranno due condizioni essenziali: rapidità di spostamento e viaggio confortevole. «Diversamente – ha aggiunto – la gente continuerà ad andare a Trento in automobile. Non dimentichiamo che molti considerano il treno ancora una “fantasia” e preferiscono concentrarsi su una cosa pratica come le strade».  La gente sicuramente deve cambiare la propria mentalità e la propria cultura – ha ribadito il sindaco di PredazzoMaria Bosin – se si vuole che si utilizzino mezzi alternativi all’automobile: «Io nel mio Comune mi sto adoperando per gli spostamenti a piedi o in bicicletta: è facile e salutare».  Il presidente dei Mondiali e presidente dell’Apt Pietro De Godenz ha chiarito che le opere per la mobilità esterna alla valle sono progetti a lungo termine che si potranno completare solo nell’arco di 10-15 anni: «Vanno dunque ben oltre l’appuntamento dei Mondiali del 2013 – ha detto De Godenz – ma sono finalizzate a rendere la valle più competitiva, visto che il paesaggio dovrà essere inteso come spazio di vita».

Il Trentino

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