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Calendario

set
3
sab
Commemorazione dei combattenti del Monte Cauriol @ Sadole e Ziano
set 3 @ 17:00 – set 4 @ 15:00

Commemorazione dei combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale che insanguinarono il Monte Cauriol.

Serata con tema la Grande Guerra nei nostri territori e domenica con la sfilata della famosa Fanfara di S.Donà di Piave (VE)

Domenica 3 settembre parteciperà la famosa Fanfara dei Bersaglieri di S.Donà di Piave.
Una delle tre principali Fanfare del corpo dei Bersaglieri in Italia.


Cenni storici
di Giacomo Bornancini

Monte Cauriol e la battaglia per il suo possesso: 23 – 27 agosto 1916

Siamo sulla cima del Monte Cauriol, a quasi 2500 metri di quota. Lo spettacolo è stupendo e la vista spazia a 360 gradi sulle Dolomiti e su gran parte della mastodontica muraglia delle Alpi di Fassa. Volgendo lo sguardo a nord si può osservare il sinuoso profilo della Val di Fiemme, con i paesi adagiati in fondovalle o su ameni terrazzamenti. Orientando lo sguardo a meridione appare, più in basso, il lungo e quasi rettilineo solco del torrente Vanoi, chiuso molto più lontano dalla cuspide piramidale del Monte Pavione e dal lungo crinale calcareo delle Vette Feltrine, confine di stato fra la monarchia danubiana ed il regno d’Italia alla vigilia della Grande guerra. Dal luogo ove ci troviamo si può quindi scorgere, in una bella giornata di sole, gran parte del territorio abbandonato dalle truppe imperial-regie in questo settore, dopo il 24 maggio 1915. In particolare, è perfettamente visibile il teatro operativo nel quale si trovarono ad agire le unità italiane in tutte le fasi del loro farraginoso avvicinamento alla potente linea difensiva asburgica. Non solo. Il massiccio del Cauriol domina anche l’intera Val Cia, l’importante valico di Sadole e parte della valle che da quest’ultimo discende a Ziano che, nei primi anni del Novecento, rappresentava la via di comunicazione privilegiata fra la Val di Fiemme ed il Vanoi. Per questi elementi distintivi, il Cauriol divenne per il comando asburgico una posizione di assoluto valore strategico. Una preziosa specola dalla quale controllare tutti i movimenti dell’avversario e le cui vicende belliche hanno inizio con la costruzione delle prime opere difensive imperiali nella primavera del 1915, quando le ostilità erano solamente presagite. Inserito nel più ampio contesto difensivo delle Fassaner Alpen, il monte Cauriol, con le attigue cime del Cardinal e della Busa Alta, fu nel 1916 il teatro di un’incredibile guerra d’aquile che ebbe come protagonisti le truppe da montagna di entrambi gli eserciti, ma anche fanti provenienti dalle regioni meridionali della penisola italiana, dalla Bosnia-Erzegovina o dall’Ungheria. La genesi delle operazioni contro il Cauriol è da ricercare nelle aspirazioni dei regi comandi di ottenere quei successi che fino alla primavera del 1916, nonostante le ottimistiche previsioni anteguerra, erano palesemente mancati. Sollecitato dall’ambizione di ricacciare sulle posizioni di partenza le forze austro-ungariche, dilagate ben oltre i “sacri confini” della patria durante la Strafexpedition, l’esercito italiano schierato sul fronte del Trentino e del Cadore, operò nell’estate del 1916 una massiccia e vasta (troppo vasta) controffensiva che per la prima volta dall’inizio della guerra coinvolse parzialmente anche le Alpi di Fassa. Uno sfondamento sul lato sud-est delle difese asburgiche, se ben alimentato, avrebbe infatti potuto minacciare il cuore del Tirolo di lingua italiana ed il raggiungimento della Valle dell’Adige, da parte delle regie unità, avrebbe costretto i comandi imperiali ad ordinare l’abbandono dell’intero Trentino. In realtà, le aspirazioni sul fronte giulio da parte del comandante di stato maggiore, generale Luigi Cadorna, fecero si che l’attacco contro il Lagorai orientale si riducesse ad una serie di operazioni delimitate nel tempo e nell’intensità.
Ad una prima fase operativa, concentratasi soprattutto attorno ai valichi di San Pellegrino, Valles e Rolle, dove i bersaglieri riuscirono ad espugnare l’aguzza vetta del Colbricon, ma la fanteria non ottenne successi risolutivi su Cima Bocche ed in Val Travignolo, ne subentrò una seconda che si condensò principalmente nell’alto Vanoi. È in quest’ultima che il Cauriol, ma soprattutto gli uomini che vi combatterono, salirono alla ribalta delle cronache. Lo fecero inaspettatamente gli alpini del battaglione Feltre che, coadiuvati dai commilitoni del Monrosa, nello stupore più assoluto, furono capaci dopo quattro giorni di aspra lotta, ad occupare la vetta del monte. Ma, a quasi cento anni di distanza, possiamo affermare che vi riuscirono anche i soldati ruteni ed austriaci che, al comando del tenente viennese Oskar Kurt Schmilauer, difesero ad oltranza la posizione loro affidata. Fu proprio l’attacco al Monte Cauriol, in seguito al fallimento dell’azione principale contro le cime di Cece e Valmaggiore ed i valichi omonimi, a dare agli italiani l’unica affermazione importante nella cruenta offensiva contro i bastioni porfirici della Alpi di Fassa. Un assalto che tuttavia non aveva ragioni di essere risolutivo, dal momento che secondo gli ordini impartiti dai regi comandi, l’azione contro “(…) una cima tanto ardua” doveva essere solamente dimostrativa. Quel tanto che bastasse da distogliere l’attenzione degli austro-ungarici dall’obiettivo prioritario. L’impresa contro il Cauriol avvenne con due colonne d’assalto. La prima, composta dal Monrosa e da alcune compagnie di fanteria, puntò alla vetta risalendo il costone sud-orientale; la seconda, costituita dal Feltre, aggredì il monte inerpicandosi lungo il ripido versante sud-ovest. Ma la marcia di avvicinamento all’obiettivo fu lunga, complessa e sino all’ultimo momento, nessuna delle due unità alpine, fu informata circa l’esatta meta di quella che inizialmente fu spacciata come una misteriosa esplorazione nella terra di nessuno tra l’alta Val Cia e la cosiddetta Regione colli (sud delle cime Cupolà e Litegosa). Si temeva forse che l’accidentale cattura da parte avversaria di qualche alpino o fante avrebbe potuto rivelare anticipatamente le reali intenzioni del comando italiano. In realtà tutto procedette secondo i piani ed alla sera del 23 agosto le avanguardie erano pronte all’attacco, acquattate nel fitto bosco di conifere ai piedi del Cauriol, presso Malga Laghetti. Le unità imperial-regie di stanza a Passo Sadole e sulle posizioni circostanti non si erano accorte praticamente di nulla, salvo l’aver notato e tormentato con qualche fucilata, il movimento del Feltre che nei giorni precedenti si stava trasferendo da Forcella Magna al Vallone Laghetti, passando per Malga Cupolà. In qualche modo l’ammassamento delle regie unità (Nucleo Ferrari) incaricate di assalire il tratto di fronte compreso fra Cima Cece e Cima Valmaggiore, aveva celato le sinistre manovre degli alpini effettuate all’ombra del Cauriol e la 55ª brigata da montagna asburgica non si attendeva di certo un attacco al monte. Le prime avvisaglie che qualcosa di serio stava bollendo in pentola si ebbero proprio nella notte sul 24 agosto, quando una pattuglia alla guida del tenente Schmilauer, comandante del presidio di vetta, s’imbatté nelle avanguardie degli alpini del Monrosa che lentamente si stavano avvicinando alle linee difese dai soldati del 49 reggimento di fanteria “Barone von Hess”. Il dado era ormai tratto e le penne nere, ormai scoperte, iniziarono senza indugio la loro marcia verso gli obiettivi che nel frattempo erano stati ben definiti dai comandi superiori. Iniziava in questo modo, quella che per la storiografia e la propaganda militare italiana sarebbe divenuta la battaglia più celebre delle Alpi di Fassa. Una sfida che portò alla conquista del monte da parte degli alpini del Feltre ed alla successiva epica guerra per il possesso delle vette circostanti. Cardinal e Busa Alta in particolare. Per ben tre giorni e tre notti, dal 23 al 27 agosto, la battaglia infuriò violenta sui versanti meridionali del monte e sulla vetta, avvinghiata per lunghi periodi da una densa cappa di polvere, generata dallo scoppio terrificante dei proiettili d’artiglieria e solcata dalle raffiche mortali delle mitragliatrici. Poveri soldati, austriaci, italiani e ruteni, furono accomunati da un unico tremendo destino, per il possesso di un fazzoletto di terra strategicamente insignificante, ma fondamentale secondo le tattiche in auge in quel drammatico frangente bellico. Alle 19,50 del 27 agosto 1916, la vetta del Cauriol cadeva in mano ai resti di uno sfinito plotone del Feltre che, in un ultimo disperato e sanguinoso sacrificio, riuscì a scacciare l’ormai esiguo presidio avversario. Una forza composta da pochissimi e laceri sopravissuti, al comando dell’intraprendente (ferito alla testa) tenente Schmilauer che, in un estremo sforzo di difesa, lanciò contro gli italiani le ultime bombe a mano prima di darsi alla fuga lungo la dirupata cresta occidentale, in direzione di Passo Sadole. Le riserve accorse in ritardo riuscirono solamente ad attestarsi su un frastagliato sperone roccioso ad ovest del Cauriol (quota 2396). Sommità che in seguito prese il nome Piccolo Cauriol. A nulla servirono, se non ad allungare la lista dei morti e dei feriti, i tentativi dei giorni seguenti da parte delle unità imperial-regie, rafforzate dai prestigiosi Landesschützen (le truppe da montagna dell’esercito asburgico), di rioccupare il monte. Il Cauriol rimase sino alla sconfitta italiana di Caporetto, in mano agli alpini.

Sono molti i testimoni dell’epopea di questo monte che, se dal punto di vista alpinistico non rappresenta nulla di eccezionale, dal lato umano nasconde fra le sue rocce ed i suoi anfratti, la storia di centinaia di uomini. Fra questi il cappellano militare del Feltre don Luigi Agostini, il quale, grazie ad uno scarno diario giornaliero appuntato su un taccuino e trasformato in seguito in un ben più compiuto racconto di guerra, ci tramanda un documento di straordinario interesse. Un memoriale intitolato semplicemente “Il Feltre 1915-1918” e nel quale sono narrate le vicende vissute dagli alpini da Monte Cima al Monte Grappa, passando naturalmente per il Cauriol. Dal suo racconto si apprendono molteplici particolari delle vicende che legarono indissolubilmente la montagna al Feltre, dalla conquista alla permanenza nei lunghi e rigidi mesi invernali. Un’altra dettagliata narrazione degli eventi vissuti sul Cauriol, ci perviene dall’allora tenente Schmilauer, come noto comandante del presidio di vetta fra il 23 ed il 27 agosto 1916. Sue le testimonianze che ci consentono di ricostruire, da parte asburgica, i momenti più significativi della battaglia. Non vanno poi dimenticate le opere letterarie di Carlo Basile, Paolo Monelli e Angelo Manaresi.

Fonte: Ringrazio infinitamente il Signor Giacomo Bornancini per la collaborazione e per aver scritto l’articolo

cauriol cardinal busa alta lagorai

set
25
dom
Festa del Volontariato 2016 a Maso Toffa @ Maso Toffa
set 25 @ 10:30 – 17:00

festa-del-volontariato-fiemme-2016

Programma:

ore 10:30 APERTURA DELLA FESTA
con S. Messa animata dal Coro Armonia Molina di FIemme. A seguire un breve intervento musicale del coro. Molte le associazioni di Fiemme, Fassa e Cembra presenti con i loro stands per far conoscere alla cittadinanza la propria attività
- ore 12.15
aperitivo analcolico a cura del Gruppo FAST.
Pranzo per tutti s cura dell’Associazione Donne Rurali di Tesero.
Un ringraziamento particolare ad Avisio Solidale, al Fassa Coop Center ed alle Associazioni per la preparazione dei dolci.
Musica con le fisarmoniche di Nicolas e i suoi amici
- ore 13.45
Intrattenimento del gruppo Clown “Cuore per un sorriso” a cura dell’Associazione Aiutiamoli a Vivere.
- ore 14.30
Spettacolo teatrale “Cuori in gabbia” liberamente ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare del gruppo teatrale “Orme nel vento” dell’Associazione Estuario di Trento
- ore 15.30
estrazione – LOTTERIA di SOLIDARIETA’
seguirà VASO della FORTUNA per i presenti alla festa.

Tutto il giorno: animazione per bambini “..divertiamoci tutti assieme..” con i gonfiabili, le attività proposte dall’Associazione BAMBI, dalla Cooperativa Sociale Progetto ’92 (Archimede – Charlie Brown – Centro Giovani L’Idea) e varie sorprese finali…

La festa si terrà anche in caso di maltempo.
parcheggi con possibilità di servizio navetta all’incrocio con la strada della “Taoleta” e presso località Cela.

ott
27
gio
“Sulle ali della speranza” serata con il dott. Carlo Spagnolli @ Istituto La Rosa Bianca
ott 27 @ 20:30 – 21:30

Il 27 ottobre alle 20.30, a Cavalese, nell’auditorium dell’istituto d’istruzione La Rosa Bianca.

Verrà proiettato il documentario “Sulle ali della speranza”, che racconta il progetto di Lifeline Dolomites dedicato alla diagnosi precoce e alla cura del carcinoma del collo dell’utero, finanziato dalla Provincia di Trento. “In tre anni, con questo programma di screening in diversi centri sanitari dello Zimbabwe, abbiamo visitato 16.000 donne in età riproduttiva: grazie alla diagnosi e all’intervento precoce sulle lesioni precancerose ne abbiamo salvate 1.000. L’obiettivo è quello di sradicare dallo Zimbabwe questo tipo di tumore, seconda causa di morte tra le donne in Africa subsahariana dopo l’Aids.

Per riuscirci abbiamo formato 108 medici e paramedici locali“, spiega Claudio Merighi, responsabile del progetto, di cui Carlo Spagnolli è responsabile sanitario. Lifeline Dolomites in Zimbabwe ha a cuore in particolar modo la formazione del personale medico, anche grazie alla collaborazione di numerosi professionisti trentini che mettono volontariamente a disposizione il loro tempo e le loro conoscenze.

Tra i vari progetti, si possono citare quello che ha portato alla apertura della prima unità coronarica dello Zimbabwe, per affrontare le emergenze cardiologiche, e quello più recente che intende diffondere l’utilizzo della laparoscopia, metodo meno invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale: l’associazione ha inviato le apparecchiature necessarie e sta provvedendo alla formazione dei professionisti.

Alle serate di Predazzo e Cavalese parteciperanno i medici Carlo Spagnolli e Dario Visconti e Claudio Merighi: un’occasione per parlare di sanità e solidarietà, ma anche della condizione femminile e della società africana.

Una serata di riflessione e incontro aperta a studenti, genitori e a tutti coloro che vogliono conoscere, magari per esserne parte, quel ponte che dalle Dolomiti porta in Africa.

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ott
29
sab
Serata per i bambini terremotati a Moena @ Teatro Navalge
ott 29 @ 20:30 – 22:30

Una serata di divertimento per aiutare i bambini meno fortunati…che sono stati colpiti dal terremoto…i biglietti costano 20 euro l’uno…vi aspettiamo numerosi

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nov
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Immigrazione, business e degrado. Conferenza a Predazzo @ Sala Rosa Municipio
nov 4 @ 20:30 – 21:45

Venerdì 4 novembre alle ore 20.30 presso la Sala Rosa del Comune di Predazzo;

«ci aspettiamo già il coro degli antagonisti a prescindere – dichiara il segretario di Forza Nuova – che ci accuseranno delle ormai patetiche ideologie xenofobe e quant’altro. Il nostro intento è semplicemente dare un versione più onesta e concreta della situazione relativa al fenomeno».

Vediamo nell’attuale problema dell’immigrazione una dolorosa ferita nella armoniosa convivenza dei popoli.

Infatti, oltre ad essere un elemento di turbamento dell’ordine pubblico e di perdita di patrimoni culturali, l’immigrazione è un salasso d’energie umane per gli stessi popoli immigranti.

immigrazione-business-e-degrado

nov
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Referendum Costituzionale, serata a Predazzo @ Aula Magna Municipio
nov 23 @ 20:30 – 22:30
apr
5
mer
Alzheimer attraverso le immagini a Predazzo @ Aula Magna Municipio
apr 5 @ 20:30 – 22:00
Serata Emergency in ricordo di Alessandro Conti @ Sala Conferenze Biblioteca
apr 5 @ 20:30 – 22:00
mag
5
ven
Non ci Casco! @ Sala Circolo Anziani
mag 5 @ 16:00 – 17:00

Incontro a tutela di tutti noi con il dott. Marcazzan del centro Tutela Consumatori di Trento: vi aspettiamo!

non ci casco

mag
6
sab
DonaArte in concerto per l’Ospedale di Fiemme @ Palafiemme
mag 6 @ 20:30 – 23:00
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