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Calendario

ott
21
mer
“CHE DIS…lessico? Con Sonia Boschetto @ Sala Conferenze Biblioteca
ott 21 @ 20:30 – 22:45

“CHE DIS…lessico?”
ULTIMA IMPERDIBILE serata informativa sulla DISLESSIA e sui DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO:

“Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Diversi Stili di Apprendimento? Stesse iniziali, due significati completamente diversi! Che magia che può compiere l’uso di parole diverse. E che messaggio può trasmettere un’ottica positiva e propositiva come questa!” (Estratto di una lettera di un’insegnante normalmente eroica). Collaborazione e rete tra scuola, famiglia e professionisti sono stati i capisaldi della prima serata e della seconda serata di mercoledì 7 e 14 ottobre, entrambe sentite, partecipate e condivise, arricchite da esperienze di vita vere e locali. Numerosissime le presenze sia di famiglie che di insegnanti e fondamentali i nuovi spunti di riflessione da cui partire!
GRAZIE A CHI C’ERA, a chi si è messo in gioco e a chi ci sarà nel prossimo ULTIMO IMPERDIBILE appuntamento per concludere l’ultima tappa di questo nostro viaggio insieme:

VI ASPETTO mercoledì 21 ottobre alle ore 20:30 presso la sala conferenze sopra la biblioteca comunale di Cavalese. Disturbi Specifici dell’Apprendimento: il ruolo della scuola e della famiglia. CAPIRE COME INTERVENIRE. In particolare, si illustreranno: la normativa vigente nazionale e provinciale, le tappe dell’intervento nelle scuole di ogni ordine e grado, la gestione dei compiti a casa, promuovendo una cornice di collaborazione e progettualità tra scuola, famiglie e servizi sanitari. Nell’occasione verranno mostrati esempi pratici di esperienze di lavoro svolti da bambini e ragazzi, da insegnanti e da genitori!!! “E ti, CHE DIS… Sarai dei nostri?”

ott
23
ven
“LA LEZIONE DI STAVA” e “LA MUSICA SOSTENIBILE @ Palafiemme
ott 23 @ 20:30 – 23:15

“LA LEZIONE DI STAVA” e “LA MUSICA SOSTENIBILE” di NICCOLO’ FABI e MARIO TOZZI
23 ottobre 2015 ore 21 PALAFIEMME, Cavalese (TN)

Importante e ricca la serata organizzata per commemorare la strage della Val Di Stava, avvenuta 30 anni fa.

Inizierà con un incontro dibattito che vedrà la partecipazione dell’ing. Nicola Salvati, comandante del corpo soccorritori dell’epoca, del Dott. Carlo Ancona, giudice istruttore a Stava e del Presidente della Fondazione Stava1985 Graziano Lucchi.

A seguire “Musica Sostenibile, la catastrofe innaturale della Val di Stava” spettacolo inedito e scritto appositamente da Niccolò Fabi e Mario Tozzi per raccontare tra musica, parole e immagini la terribile catastrofe della Val di Stava, quando il 19 luglio 1985, 30 anni fa, sparì un paese intero travolto da due laghetti artificiali apparentemente innocui.

Brani musicali d’autore, considerazioni sui testi e sulla musica, commenti scientifici e riflessioni sul destino dei sapiens, saranno così il nucleo di questa originale commistione di generi e discipline che trova una sintesi in uno spettacolo che è indirizzato alla comprensione e alla divulgazione di tematiche spesso dimenticate.
Il desiderio e l’obiettivo è quello di provare a ridurre quella distanza che spesso allontana l’uomo da problematiche globali e terribili e suggerire che “qualcosa si può ancora fare se si parte dal cuore e dal pensiero”. La scienza e la musica sono due facce della stessa medaglia che è la cultura degli uomini.

la lezione di stava

La prima parte della serata verrà anche ripresa e trasmessa in mondo visione attraverso un circuito internazionale di tv Cattoliche (per l’Italia TelePace – sede di Roma). La produzione sarà affidata a Sirio Film, società Trentina nota sul panorama nazionale per numerose produzioni RAI sia in campo sportivo che documentaristico.

L’incasso della serata (ingresso 10 euro) servirà a finanziare progetti (coordinati dalla Fondazione Stava1985) che possano informare e sensibilizzare rispetto al delicato tema della tutela ambientale, affinchè il rischio di simili tragedie sia una volte per tutte scongiurato.

prevendite sul circuito primi alla prima (www.primiallaprima.it)

stava geo&geo

Graziano Lucchi, presidente della Fondazione Stava 1985 onlus, ieri (giovedì 08/10/2015) è stato ospite della trasmissione “Geo&Geo” su RaiTre per parlare del disastro del 19 luglio di trent’anni fa. 

set
3
sab
Commemorazione dei combattenti del Monte Cauriol @ Sadole e Ziano
set 3 @ 17:00 – set 4 @ 15:00

Commemorazione dei combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale che insanguinarono il Monte Cauriol.

Serata con tema la Grande Guerra nei nostri territori e domenica con la sfilata della famosa Fanfara di S.Donà di Piave (VE)

Domenica 3 settembre parteciperà la famosa Fanfara dei Bersaglieri di S.Donà di Piave.
Una delle tre principali Fanfare del corpo dei Bersaglieri in Italia.


Cenni storici
di Giacomo Bornancini

Monte Cauriol e la battaglia per il suo possesso: 23 – 27 agosto 1916

Siamo sulla cima del Monte Cauriol, a quasi 2500 metri di quota. Lo spettacolo è stupendo e la vista spazia a 360 gradi sulle Dolomiti e su gran parte della mastodontica muraglia delle Alpi di Fassa. Volgendo lo sguardo a nord si può osservare il sinuoso profilo della Val di Fiemme, con i paesi adagiati in fondovalle o su ameni terrazzamenti. Orientando lo sguardo a meridione appare, più in basso, il lungo e quasi rettilineo solco del torrente Vanoi, chiuso molto più lontano dalla cuspide piramidale del Monte Pavione e dal lungo crinale calcareo delle Vette Feltrine, confine di stato fra la monarchia danubiana ed il regno d’Italia alla vigilia della Grande guerra. Dal luogo ove ci troviamo si può quindi scorgere, in una bella giornata di sole, gran parte del territorio abbandonato dalle truppe imperial-regie in questo settore, dopo il 24 maggio 1915. In particolare, è perfettamente visibile il teatro operativo nel quale si trovarono ad agire le unità italiane in tutte le fasi del loro farraginoso avvicinamento alla potente linea difensiva asburgica. Non solo. Il massiccio del Cauriol domina anche l’intera Val Cia, l’importante valico di Sadole e parte della valle che da quest’ultimo discende a Ziano che, nei primi anni del Novecento, rappresentava la via di comunicazione privilegiata fra la Val di Fiemme ed il Vanoi. Per questi elementi distintivi, il Cauriol divenne per il comando asburgico una posizione di assoluto valore strategico. Una preziosa specola dalla quale controllare tutti i movimenti dell’avversario e le cui vicende belliche hanno inizio con la costruzione delle prime opere difensive imperiali nella primavera del 1915, quando le ostilità erano solamente presagite. Inserito nel più ampio contesto difensivo delle Fassaner Alpen, il monte Cauriol, con le attigue cime del Cardinal e della Busa Alta, fu nel 1916 il teatro di un’incredibile guerra d’aquile che ebbe come protagonisti le truppe da montagna di entrambi gli eserciti, ma anche fanti provenienti dalle regioni meridionali della penisola italiana, dalla Bosnia-Erzegovina o dall’Ungheria. La genesi delle operazioni contro il Cauriol è da ricercare nelle aspirazioni dei regi comandi di ottenere quei successi che fino alla primavera del 1916, nonostante le ottimistiche previsioni anteguerra, erano palesemente mancati. Sollecitato dall’ambizione di ricacciare sulle posizioni di partenza le forze austro-ungariche, dilagate ben oltre i “sacri confini” della patria durante la Strafexpedition, l’esercito italiano schierato sul fronte del Trentino e del Cadore, operò nell’estate del 1916 una massiccia e vasta (troppo vasta) controffensiva che per la prima volta dall’inizio della guerra coinvolse parzialmente anche le Alpi di Fassa. Uno sfondamento sul lato sud-est delle difese asburgiche, se ben alimentato, avrebbe infatti potuto minacciare il cuore del Tirolo di lingua italiana ed il raggiungimento della Valle dell’Adige, da parte delle regie unità, avrebbe costretto i comandi imperiali ad ordinare l’abbandono dell’intero Trentino. In realtà, le aspirazioni sul fronte giulio da parte del comandante di stato maggiore, generale Luigi Cadorna, fecero si che l’attacco contro il Lagorai orientale si riducesse ad una serie di operazioni delimitate nel tempo e nell’intensità.
Ad una prima fase operativa, concentratasi soprattutto attorno ai valichi di San Pellegrino, Valles e Rolle, dove i bersaglieri riuscirono ad espugnare l’aguzza vetta del Colbricon, ma la fanteria non ottenne successi risolutivi su Cima Bocche ed in Val Travignolo, ne subentrò una seconda che si condensò principalmente nell’alto Vanoi. È in quest’ultima che il Cauriol, ma soprattutto gli uomini che vi combatterono, salirono alla ribalta delle cronache. Lo fecero inaspettatamente gli alpini del battaglione Feltre che, coadiuvati dai commilitoni del Monrosa, nello stupore più assoluto, furono capaci dopo quattro giorni di aspra lotta, ad occupare la vetta del monte. Ma, a quasi cento anni di distanza, possiamo affermare che vi riuscirono anche i soldati ruteni ed austriaci che, al comando del tenente viennese Oskar Kurt Schmilauer, difesero ad oltranza la posizione loro affidata. Fu proprio l’attacco al Monte Cauriol, in seguito al fallimento dell’azione principale contro le cime di Cece e Valmaggiore ed i valichi omonimi, a dare agli italiani l’unica affermazione importante nella cruenta offensiva contro i bastioni porfirici della Alpi di Fassa. Un assalto che tuttavia non aveva ragioni di essere risolutivo, dal momento che secondo gli ordini impartiti dai regi comandi, l’azione contro “(…) una cima tanto ardua” doveva essere solamente dimostrativa. Quel tanto che bastasse da distogliere l’attenzione degli austro-ungarici dall’obiettivo prioritario. L’impresa contro il Cauriol avvenne con due colonne d’assalto. La prima, composta dal Monrosa e da alcune compagnie di fanteria, puntò alla vetta risalendo il costone sud-orientale; la seconda, costituita dal Feltre, aggredì il monte inerpicandosi lungo il ripido versante sud-ovest. Ma la marcia di avvicinamento all’obiettivo fu lunga, complessa e sino all’ultimo momento, nessuna delle due unità alpine, fu informata circa l’esatta meta di quella che inizialmente fu spacciata come una misteriosa esplorazione nella terra di nessuno tra l’alta Val Cia e la cosiddetta Regione colli (sud delle cime Cupolà e Litegosa). Si temeva forse che l’accidentale cattura da parte avversaria di qualche alpino o fante avrebbe potuto rivelare anticipatamente le reali intenzioni del comando italiano. In realtà tutto procedette secondo i piani ed alla sera del 23 agosto le avanguardie erano pronte all’attacco, acquattate nel fitto bosco di conifere ai piedi del Cauriol, presso Malga Laghetti. Le unità imperial-regie di stanza a Passo Sadole e sulle posizioni circostanti non si erano accorte praticamente di nulla, salvo l’aver notato e tormentato con qualche fucilata, il movimento del Feltre che nei giorni precedenti si stava trasferendo da Forcella Magna al Vallone Laghetti, passando per Malga Cupolà. In qualche modo l’ammassamento delle regie unità (Nucleo Ferrari) incaricate di assalire il tratto di fronte compreso fra Cima Cece e Cima Valmaggiore, aveva celato le sinistre manovre degli alpini effettuate all’ombra del Cauriol e la 55ª brigata da montagna asburgica non si attendeva di certo un attacco al monte. Le prime avvisaglie che qualcosa di serio stava bollendo in pentola si ebbero proprio nella notte sul 24 agosto, quando una pattuglia alla guida del tenente Schmilauer, comandante del presidio di vetta, s’imbatté nelle avanguardie degli alpini del Monrosa che lentamente si stavano avvicinando alle linee difese dai soldati del 49 reggimento di fanteria “Barone von Hess”. Il dado era ormai tratto e le penne nere, ormai scoperte, iniziarono senza indugio la loro marcia verso gli obiettivi che nel frattempo erano stati ben definiti dai comandi superiori. Iniziava in questo modo, quella che per la storiografia e la propaganda militare italiana sarebbe divenuta la battaglia più celebre delle Alpi di Fassa. Una sfida che portò alla conquista del monte da parte degli alpini del Feltre ed alla successiva epica guerra per il possesso delle vette circostanti. Cardinal e Busa Alta in particolare. Per ben tre giorni e tre notti, dal 23 al 27 agosto, la battaglia infuriò violenta sui versanti meridionali del monte e sulla vetta, avvinghiata per lunghi periodi da una densa cappa di polvere, generata dallo scoppio terrificante dei proiettili d’artiglieria e solcata dalle raffiche mortali delle mitragliatrici. Poveri soldati, austriaci, italiani e ruteni, furono accomunati da un unico tremendo destino, per il possesso di un fazzoletto di terra strategicamente insignificante, ma fondamentale secondo le tattiche in auge in quel drammatico frangente bellico. Alle 19,50 del 27 agosto 1916, la vetta del Cauriol cadeva in mano ai resti di uno sfinito plotone del Feltre che, in un ultimo disperato e sanguinoso sacrificio, riuscì a scacciare l’ormai esiguo presidio avversario. Una forza composta da pochissimi e laceri sopravissuti, al comando dell’intraprendente (ferito alla testa) tenente Schmilauer che, in un estremo sforzo di difesa, lanciò contro gli italiani le ultime bombe a mano prima di darsi alla fuga lungo la dirupata cresta occidentale, in direzione di Passo Sadole. Le riserve accorse in ritardo riuscirono solamente ad attestarsi su un frastagliato sperone roccioso ad ovest del Cauriol (quota 2396). Sommità che in seguito prese il nome Piccolo Cauriol. A nulla servirono, se non ad allungare la lista dei morti e dei feriti, i tentativi dei giorni seguenti da parte delle unità imperial-regie, rafforzate dai prestigiosi Landesschützen (le truppe da montagna dell’esercito asburgico), di rioccupare il monte. Il Cauriol rimase sino alla sconfitta italiana di Caporetto, in mano agli alpini.

Sono molti i testimoni dell’epopea di questo monte che, se dal punto di vista alpinistico non rappresenta nulla di eccezionale, dal lato umano nasconde fra le sue rocce ed i suoi anfratti, la storia di centinaia di uomini. Fra questi il cappellano militare del Feltre don Luigi Agostini, il quale, grazie ad uno scarno diario giornaliero appuntato su un taccuino e trasformato in seguito in un ben più compiuto racconto di guerra, ci tramanda un documento di straordinario interesse. Un memoriale intitolato semplicemente “Il Feltre 1915-1918” e nel quale sono narrate le vicende vissute dagli alpini da Monte Cima al Monte Grappa, passando naturalmente per il Cauriol. Dal suo racconto si apprendono molteplici particolari delle vicende che legarono indissolubilmente la montagna al Feltre, dalla conquista alla permanenza nei lunghi e rigidi mesi invernali. Un’altra dettagliata narrazione degli eventi vissuti sul Cauriol, ci perviene dall’allora tenente Schmilauer, come noto comandante del presidio di vetta fra il 23 ed il 27 agosto 1916. Sue le testimonianze che ci consentono di ricostruire, da parte asburgica, i momenti più significativi della battaglia. Non vanno poi dimenticate le opere letterarie di Carlo Basile, Paolo Monelli e Angelo Manaresi.

Fonte: Ringrazio infinitamente il Signor Giacomo Bornancini per la collaborazione e per aver scritto l’articolo

cauriol cardinal busa alta lagorai

apr
29
sab
Dolomitica – Monti Pallidi partita esordienti @ Campo Sportivo Comunale
apr 29 @ 16:00 – 17:00

 

Sabato 29 aprile nuovo appuntamento con il calcio Esordienti e Pulcini al Campo Sportivo Comunale di Predazzo. I ragazzi gialloverdi affronteranno infatti in casa il Monti Pallidi. Il match, con fischio d’inizio alle ore 16:00, vedrà gli atleti della Dolomitica impegnati nella conquista dei primi punti della stagione.

 

Vi aspettiamo numerosi, la squadra del nostro Paese, ha bisogno di tutto il vostro supporto.

 

Non mancate!!

partita dolomitica monti pallidi

apr
30
dom
Dolomitica – Civezzano prima categoria @ Campo Sportivo Comunale
apr 30 @ 16:00 – 17:00

Domenica 30 aprile nuovo appuntamento con il calcio Prima Categoria al Campo Sportivo Comunale di Predazzo. I ragazzi gialloverdi affronteranno infatti in casa il Civezzano. Il match, con fischio d’inizio alle ore 16:00, vedrà gli atleti della Dolomitica impegnati nella conquista di nuovi punti per la stagione calcistica.

Vi aspettiamo numerosi, la squadra del nostro Paese, ha bisogno di tutto il vostro supporto.

Non mancate!!

partita dolomitica monti pallidi

ott
16
lun
Tempo Scuola serata a Tesero @ Auditorium Scuola Elementare
ott 16 @ 20:30 – 22:00

Lunedì 16 ottobre ore 20.30 presso l’Auditorium Scuola Elementare di Tesero

L’Istituto Comprensivo Predazzo-Tesero-Panchià-Ziano

Organizza una tavola rotonda con dirigenti scolastici, insegnanti, psicologi e pedagoghi sul tema “Esperienze di organizzazione del tempo scuola”: 

Approfondimento e discussione su progetti didattici, apprendimento ed organizzazione oraria, in un tempo scuola su 6 giorni e su 5 giorni.

Nell’ultima settimana di ottobre sarà  nuovamente sottoposto a tutti i genitori un questionario per analizzare la preferenza delle famiglie rispetto all’organizzazione dell’orario su 5 o 6 giorni e i cui risultati saranno valutati dagli organi competenti dell’Istituto scolastico.

 Al termine della tavola rotonda sarà aperto un dibattito fra gli intervenuti.

tempo scuola locandina tesero

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