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Calendario

mag
24
dom
Dolomitica – Fassa e Dolomitica – Spormaggiore @ Campo Sportivo Comunale
mag 24 @ 08:30 – 16:00
lug
21
mar
I Suoni delle Dolomiti a Tresca @ Buse de Tresca
lug 21 @ 11:00 – 12:30

VINCENT PEIRANI & EMILE PARISIEN DUO JAZZ

Classe 1980, Vincent Peirani è l’uomo nuovo della fisarmonica, francese come lo sono Richard Galliano, Marcel Azzola e altri grandi specialisti dello strumento a mantice. Tecnicamente ferratissimo, espressivamente versatile, ha collaborato con, fra gli altri, Michel Portal, Louis Sclavis e con la cantante coreana Youn Sun Nah. Nel 2014 si è aggiudicato in rapida successione il Django d‘Or e il Victoires du Jazz, le massime onorificenze jazzistiche transalpine. Con il sassofonista Emile Parisien, altro musicista di comprovato talento, ha registrato l’album Belle Époque, attestato di una felice intesa sullo sfondo di composizioni di Sidney Bechet e di Duke Ellington e di brani originali ispirati anche al folklore.

ESCURSIONE
Il concerto è preceduto da un’escursione con le Guide Alpine passando dalla Baita La Bassa ore 4 di cammino, dislivello 600 metri, difficoltà E. Gratuita con prenotazione allo 0462.241111

COME ARRIVARE

Da Pampeago con seggiovia Agnello poi a piedi su sentiero 509, minuti 30 di cammino, dislivello 100 metri, difficoltà E
Da Predazzo con cabinovia Latemar 2200 e seggiovia Passo Feudo e poi a piedi minuti 40 di cammino, dislivello 200 metri, difficoltà E

IN CASO DI MALTEMPO
Recupero alle ore 17.30 al PalaFiemme di Cavalese

giu
14
mar
Sagra de San Liseo 2016 @ Piazzale Scuole Elementari
giu 14 @ 06:00 – 23:45

Il comitato corte inizia le sue attività estive con la sagra di San Eliseo!
Vi aspettiamo martedì 14 giugno a Tesero presso il piazzale delle scuole elementari! Pranzo a cura del gruppo Ana Tesero con una NOVITÀ: collaborazione con l’ Associazione Italiana Celiachia – Trentino!
Servizio bar funzionante tutto il giorno!
Alle 21 concerto della BANDA SOCIALE “ERMINIO DEFLORIAN” DI TESERO

Vi aspettiamo!

 

set
3
sab
Commemorazione dei combattenti del Monte Cauriol @ Sadole e Ziano
set 3 @ 17:00 – set 4 @ 15:00

Commemorazione dei combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale che insanguinarono il Monte Cauriol.

Serata con tema la Grande Guerra nei nostri territori e domenica con la sfilata della famosa Fanfara di S.Donà di Piave (VE)

Domenica 3 settembre parteciperà la famosa Fanfara dei Bersaglieri di S.Donà di Piave.
Una delle tre principali Fanfare del corpo dei Bersaglieri in Italia.


Cenni storici
di Giacomo Bornancini

Monte Cauriol e la battaglia per il suo possesso: 23 – 27 agosto 1916

Siamo sulla cima del Monte Cauriol, a quasi 2500 metri di quota. Lo spettacolo è stupendo e la vista spazia a 360 gradi sulle Dolomiti e su gran parte della mastodontica muraglia delle Alpi di Fassa. Volgendo lo sguardo a nord si può osservare il sinuoso profilo della Val di Fiemme, con i paesi adagiati in fondovalle o su ameni terrazzamenti. Orientando lo sguardo a meridione appare, più in basso, il lungo e quasi rettilineo solco del torrente Vanoi, chiuso molto più lontano dalla cuspide piramidale del Monte Pavione e dal lungo crinale calcareo delle Vette Feltrine, confine di stato fra la monarchia danubiana ed il regno d’Italia alla vigilia della Grande guerra. Dal luogo ove ci troviamo si può quindi scorgere, in una bella giornata di sole, gran parte del territorio abbandonato dalle truppe imperial-regie in questo settore, dopo il 24 maggio 1915. In particolare, è perfettamente visibile il teatro operativo nel quale si trovarono ad agire le unità italiane in tutte le fasi del loro farraginoso avvicinamento alla potente linea difensiva asburgica. Non solo. Il massiccio del Cauriol domina anche l’intera Val Cia, l’importante valico di Sadole e parte della valle che da quest’ultimo discende a Ziano che, nei primi anni del Novecento, rappresentava la via di comunicazione privilegiata fra la Val di Fiemme ed il Vanoi. Per questi elementi distintivi, il Cauriol divenne per il comando asburgico una posizione di assoluto valore strategico. Una preziosa specola dalla quale controllare tutti i movimenti dell’avversario e le cui vicende belliche hanno inizio con la costruzione delle prime opere difensive imperiali nella primavera del 1915, quando le ostilità erano solamente presagite. Inserito nel più ampio contesto difensivo delle Fassaner Alpen, il monte Cauriol, con le attigue cime del Cardinal e della Busa Alta, fu nel 1916 il teatro di un’incredibile guerra d’aquile che ebbe come protagonisti le truppe da montagna di entrambi gli eserciti, ma anche fanti provenienti dalle regioni meridionali della penisola italiana, dalla Bosnia-Erzegovina o dall’Ungheria. La genesi delle operazioni contro il Cauriol è da ricercare nelle aspirazioni dei regi comandi di ottenere quei successi che fino alla primavera del 1916, nonostante le ottimistiche previsioni anteguerra, erano palesemente mancati. Sollecitato dall’ambizione di ricacciare sulle posizioni di partenza le forze austro-ungariche, dilagate ben oltre i “sacri confini” della patria durante la Strafexpedition, l’esercito italiano schierato sul fronte del Trentino e del Cadore, operò nell’estate del 1916 una massiccia e vasta (troppo vasta) controffensiva che per la prima volta dall’inizio della guerra coinvolse parzialmente anche le Alpi di Fassa. Uno sfondamento sul lato sud-est delle difese asburgiche, se ben alimentato, avrebbe infatti potuto minacciare il cuore del Tirolo di lingua italiana ed il raggiungimento della Valle dell’Adige, da parte delle regie unità, avrebbe costretto i comandi imperiali ad ordinare l’abbandono dell’intero Trentino. In realtà, le aspirazioni sul fronte giulio da parte del comandante di stato maggiore, generale Luigi Cadorna, fecero si che l’attacco contro il Lagorai orientale si riducesse ad una serie di operazioni delimitate nel tempo e nell’intensità.
Ad una prima fase operativa, concentratasi soprattutto attorno ai valichi di San Pellegrino, Valles e Rolle, dove i bersaglieri riuscirono ad espugnare l’aguzza vetta del Colbricon, ma la fanteria non ottenne successi risolutivi su Cima Bocche ed in Val Travignolo, ne subentrò una seconda che si condensò principalmente nell’alto Vanoi. È in quest’ultima che il Cauriol, ma soprattutto gli uomini che vi combatterono, salirono alla ribalta delle cronache. Lo fecero inaspettatamente gli alpini del battaglione Feltre che, coadiuvati dai commilitoni del Monrosa, nello stupore più assoluto, furono capaci dopo quattro giorni di aspra lotta, ad occupare la vetta del monte. Ma, a quasi cento anni di distanza, possiamo affermare che vi riuscirono anche i soldati ruteni ed austriaci che, al comando del tenente viennese Oskar Kurt Schmilauer, difesero ad oltranza la posizione loro affidata. Fu proprio l’attacco al Monte Cauriol, in seguito al fallimento dell’azione principale contro le cime di Cece e Valmaggiore ed i valichi omonimi, a dare agli italiani l’unica affermazione importante nella cruenta offensiva contro i bastioni porfirici della Alpi di Fassa. Un assalto che tuttavia non aveva ragioni di essere risolutivo, dal momento che secondo gli ordini impartiti dai regi comandi, l’azione contro “(…) una cima tanto ardua” doveva essere solamente dimostrativa. Quel tanto che bastasse da distogliere l’attenzione degli austro-ungarici dall’obiettivo prioritario. L’impresa contro il Cauriol avvenne con due colonne d’assalto. La prima, composta dal Monrosa e da alcune compagnie di fanteria, puntò alla vetta risalendo il costone sud-orientale; la seconda, costituita dal Feltre, aggredì il monte inerpicandosi lungo il ripido versante sud-ovest. Ma la marcia di avvicinamento all’obiettivo fu lunga, complessa e sino all’ultimo momento, nessuna delle due unità alpine, fu informata circa l’esatta meta di quella che inizialmente fu spacciata come una misteriosa esplorazione nella terra di nessuno tra l’alta Val Cia e la cosiddetta Regione colli (sud delle cime Cupolà e Litegosa). Si temeva forse che l’accidentale cattura da parte avversaria di qualche alpino o fante avrebbe potuto rivelare anticipatamente le reali intenzioni del comando italiano. In realtà tutto procedette secondo i piani ed alla sera del 23 agosto le avanguardie erano pronte all’attacco, acquattate nel fitto bosco di conifere ai piedi del Cauriol, presso Malga Laghetti. Le unità imperial-regie di stanza a Passo Sadole e sulle posizioni circostanti non si erano accorte praticamente di nulla, salvo l’aver notato e tormentato con qualche fucilata, il movimento del Feltre che nei giorni precedenti si stava trasferendo da Forcella Magna al Vallone Laghetti, passando per Malga Cupolà. In qualche modo l’ammassamento delle regie unità (Nucleo Ferrari) incaricate di assalire il tratto di fronte compreso fra Cima Cece e Cima Valmaggiore, aveva celato le sinistre manovre degli alpini effettuate all’ombra del Cauriol e la 55ª brigata da montagna asburgica non si attendeva di certo un attacco al monte. Le prime avvisaglie che qualcosa di serio stava bollendo in pentola si ebbero proprio nella notte sul 24 agosto, quando una pattuglia alla guida del tenente Schmilauer, comandante del presidio di vetta, s’imbatté nelle avanguardie degli alpini del Monrosa che lentamente si stavano avvicinando alle linee difese dai soldati del 49 reggimento di fanteria “Barone von Hess”. Il dado era ormai tratto e le penne nere, ormai scoperte, iniziarono senza indugio la loro marcia verso gli obiettivi che nel frattempo erano stati ben definiti dai comandi superiori. Iniziava in questo modo, quella che per la storiografia e la propaganda militare italiana sarebbe divenuta la battaglia più celebre delle Alpi di Fassa. Una sfida che portò alla conquista del monte da parte degli alpini del Feltre ed alla successiva epica guerra per il possesso delle vette circostanti. Cardinal e Busa Alta in particolare. Per ben tre giorni e tre notti, dal 23 al 27 agosto, la battaglia infuriò violenta sui versanti meridionali del monte e sulla vetta, avvinghiata per lunghi periodi da una densa cappa di polvere, generata dallo scoppio terrificante dei proiettili d’artiglieria e solcata dalle raffiche mortali delle mitragliatrici. Poveri soldati, austriaci, italiani e ruteni, furono accomunati da un unico tremendo destino, per il possesso di un fazzoletto di terra strategicamente insignificante, ma fondamentale secondo le tattiche in auge in quel drammatico frangente bellico. Alle 19,50 del 27 agosto 1916, la vetta del Cauriol cadeva in mano ai resti di uno sfinito plotone del Feltre che, in un ultimo disperato e sanguinoso sacrificio, riuscì a scacciare l’ormai esiguo presidio avversario. Una forza composta da pochissimi e laceri sopravissuti, al comando dell’intraprendente (ferito alla testa) tenente Schmilauer che, in un estremo sforzo di difesa, lanciò contro gli italiani le ultime bombe a mano prima di darsi alla fuga lungo la dirupata cresta occidentale, in direzione di Passo Sadole. Le riserve accorse in ritardo riuscirono solamente ad attestarsi su un frastagliato sperone roccioso ad ovest del Cauriol (quota 2396). Sommità che in seguito prese il nome Piccolo Cauriol. A nulla servirono, se non ad allungare la lista dei morti e dei feriti, i tentativi dei giorni seguenti da parte delle unità imperial-regie, rafforzate dai prestigiosi Landesschützen (le truppe da montagna dell’esercito asburgico), di rioccupare il monte. Il Cauriol rimase sino alla sconfitta italiana di Caporetto, in mano agli alpini.

Sono molti i testimoni dell’epopea di questo monte che, se dal punto di vista alpinistico non rappresenta nulla di eccezionale, dal lato umano nasconde fra le sue rocce ed i suoi anfratti, la storia di centinaia di uomini. Fra questi il cappellano militare del Feltre don Luigi Agostini, il quale, grazie ad uno scarno diario giornaliero appuntato su un taccuino e trasformato in seguito in un ben più compiuto racconto di guerra, ci tramanda un documento di straordinario interesse. Un memoriale intitolato semplicemente “Il Feltre 1915-1918” e nel quale sono narrate le vicende vissute dagli alpini da Monte Cima al Monte Grappa, passando naturalmente per il Cauriol. Dal suo racconto si apprendono molteplici particolari delle vicende che legarono indissolubilmente la montagna al Feltre, dalla conquista alla permanenza nei lunghi e rigidi mesi invernali. Un’altra dettagliata narrazione degli eventi vissuti sul Cauriol, ci perviene dall’allora tenente Schmilauer, come noto comandante del presidio di vetta fra il 23 ed il 27 agosto 1916. Sue le testimonianze che ci consentono di ricostruire, da parte asburgica, i momenti più significativi della battaglia. Non vanno poi dimenticate le opere letterarie di Carlo Basile, Paolo Monelli e Angelo Manaresi.

Fonte: Ringrazio infinitamente il Signor Giacomo Bornancini per la collaborazione e per aver scritto l’articolo

cauriol cardinal busa alta lagorai

mar
25
sab
Dolomitica / Fassa A campionato esordienti @ Campo Sportivo Comunale
mar 25 @ 16:00 – 17:45
mar
26
dom
Dolomitica / Pinè prima categoria @ Campo Sportivo Comunale
mar 26 @ 16:00 – 17:45

Domenica 26 marzo nuovo appuntamento con il calcio di Prima Categoria al Campo Sportivo Comunale di Predazzo. I ragazzi gialloverdi affronteranno infatti in casa il Pinè. Il match, con fischio d’inizio alle ore 16:00, vedrà gli atleti della Dolomitica impegnati nella conquista dei primi punti in questo girone di ritorno.

Vi aspettiamo numerosi, la squadra del nostro Paese, ha bisogno di tutto il vostro supporto.

Non mancate!!

L'immagine può contenere: sMS

mag
20
dom
Dolomitica – FiemmeC e Dolomitica – Fassa @ Campo Sportivo Comunale
mag 20 @ 16:00 – 18:00

Sabato 19 maggio ad ore 15:00 il Campo Sportivo Comunale di Predazzo ospita l’incontro del Torneo Pulcini tra Dolomitica e Fiemme C.

Domenica 20 maggio invece ad ore 16:00, dopo la trasferta della prima domenica del mese e lo stop in occasione dell’adunata degli alpini torna, per l’ultima partita in casa di questo campionato 2017/18, la prima categoria con il derby tra Dolomitica e Fassa.

Non potete mancare questi ultimi appuntamenti della stagione e allora accorrete, non fatevi fermare dalla pioggia!

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