Gli americani ammettono la colpa della strage del Cermis

Da il 14 luglio 2011

 Gli americani ammettono la colpa della strage del Cermisil quotidiano La Stampa è venuto in possesso di un documento redatto dalle forze armate americane. Il 3 febbraio 1998 un aereo militare americano proveniente dalla base di Aviano aveva tagliato i cavi della funivia di Cavalese. Erano morte venti persone, quelle che si trovavano a bordo della cabina schiantati al suolo. Nel documento di cui La Stampa riporta i contenuti, dopo più dieci anni, gli americani ammettono le proprie colpe. Di fatto, che i piloti americani fossero stati responsabili del terribile episodio era sempre stato chiaro e implicitamente ammesso. Il problema fu che per motivi di giurisdizione internazionale, le autorità statunitensi si sono sempre rifiutate di far processare i loro soldati dalle autorità italiane. Un processo tenuto in patria aveva condannato a pene minime seppur con la espulsione dall’esercito e ogni richiesta di risarcimento nei confronti delle vittime inizialmente promessa in 40 milioni di dollari, venne cancellata. Per le autorità italiane, l’aero americano aveva volato troppo basso rispetto a quanto stabilito dalla legge italiana. Ma cosa era successo esattamente? Alle ore 14 e 36 del 3 febbraio 1998 un velivolo Grumman EA-6B appartenente al corpo dei Marines guidato dal capitano Richard Ashbyera decollato dalla base di Aviano per una destramente in vista delle operazioni militari in Bosnia. Alle ore 15 e 13 lo stesso velivolo tranciò di netto le funi della funivia del Cermis in Val di Fiemme. La cabina si schiantò al suolo da una altezza di circa 80 metri. Diciannove turisti e il manovratore morirono sul colpo. Tra i morti tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese. Inizialmente gli americani cercarono di nascondere le prove dell’incidente, ma il velivolo venne sequestrato dalle autorità giudiziarie. Dopo alcuni giorni il presidente Bill Clinton chiese scusa e promise un risarcimento. In base alla Convenzione di Londra del 1951, il giudice per le indagini preliminari di Trento decise che al giurisdizione sul caso dovesse essere attribuita alla giustizia militare americana. Adesso il documento presentato da La Stampa ammette le colpe dei soldati americani: il velivolo volava effettivamente più in basso di quanto consentito. Il generale Peter Pace comandante dei Marines, ha firmato questo documento: “La causa di questa tragedia è che l’equipaggio dei Marines ha volato molto più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri. Raccomando che vengano presi i provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell’equipaggio, e dei comandanti, che non hanno identificato e disseminato le informazioniaddestramento. Gli Stati Uniti dovranno pagare tutte le richieste giustificate di risarcimento per la morte e il danno materiale provocato da questo incidente”.

Di fatto, come già detto durante il processo, i piloti americani erano all’oscuro sia della presenza di una funivia in zona che delle regole esatte di altitudine a cui era permesso volare. Non solo: cancellarono ogni registrazione di quanto avvenuto in quei tragici momenti.

ilsussidiario.net

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