I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese – Incontro con i 7 saggi

Da il 15 ottobre 2013
Mariano suona la tastiera Daniela canta

Ci sono persone che hanno fatto la differenza in questi primi 40 anni di Anffas di Cavalese (la terza sede Anffas nata in Trentino dopo quelle di Trento e Arco). Ci sono persone che hanno arricchito la loro vita, donando una parte di sé.

Gli ospiti dell’Anfass, o utenti, da tutti sono chiamati i “ragazzi” anche quelli che hanno superato da un pezzo i cinquanta. Oggi incontro i più anziani per ascoltare i ricordi di questi quarant’anni di Anffas. Il nucleo storico è riunito attorno a un tavolo. Ci sono Daniela, Elia, Angelo, Armando, Claudio, Mariano e Paolo. Li accompagnano, Gianni Rizzi, coordinatore territoriale Anffas per le Valli di Fiemme e Fassa, le operatrici Loredana Deflorian e Silvana Fontanazzi, e i genitori responsabili dell’Anffas Cavalese, Ines Vinante e Marino Guarnieri. Oggi all’appello mancano Giorgio e Mario. Quest’ultimo ama la musica, soprattutto quella di Giorgio Gaber, ed è oggi responsabile della raccolta dei tappi di bottiglia.

Osservo i volti dei miei interlocutori. Sorridono tutti. Rompe il ghiaccio Elia, chiedendo se ‘intervista’ significa… che ‘sei vista’. Annuisco e sorrido per la geniale definizione. Elia si è appena svegliata da un pisolino sul divano, così le lascio il tempo di ritornare fra noi, prima di porle qualche domanda.

Armando ANFFAS 300x200 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggiArmando è visibilmente emozionato per questo incontro. Lui è un uomo pesce, vivrebbe ogni sua giornata in piscina. Trovandosi ora fuori dal suo elemento, continua a cambiare la posizione sulla sedia. Mi sorride, abbassa gli occhi e li solleva solo per incontrare lo sguardo di Loredana (operatrice e interprete di ogni linguaggio). Lui vuole semplicemente capire cosa ci si aspetta da lui. Gli chiedo a bruciapelo qual è il lavoro più bello che ha creato in questi anni, lui non esita: “Pulivo le scandole del santuario di Pietralba e ci incollavo sopra le icone, sì, quelle sacre”. I suoi lavori sono sempre apprezzati da tutti.

ANFFAS PAUSA LAVORO da sx Angelo Daniela e Mariano pausa lavoro 1024x765 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggiAngelo è un fiume in piena, ha una memoria stupefacente. Non vede l’ora di ripercorrere aneddoti e storie di questa comunità speciale. Quando parla si concentra sulle persone generose che hanno segnato il suo cammino e quello dell’Anffas di Cavalese. Lui non dimentica. Ed eccolo evocare la maestra Rapizza, una grande donna, tanto che il suo metodo per interagire con le persone in difficoltà è ritenuto ancora oggi molto valido. Quindi, ricorda con affetto e devozione il sindaco Fortunato Zanol, che era il suo maestro, l’operatore Elio Bert, che ha avviato il Laboratorio sociale nel 1977, il maestro Gino Bellante, che ha insegnato a dipingere, Don Valentino, che spendeva ogni energia per i ragazzi, e anche Mauro Gilmozzi che, quando era sindaco di Cavalese, si è preso a cuore il loro destino progettando e creando il Centro servizi polifunzionale, con una sede per l’Anffas all’avanguardia. Angelo ci tiene a ricordare soprattutto la grande mamma dell’Anffas di Cavalese, la mamma di Claudio, Emma March Vanzo, per la sua infinita generosità.

Ines Vinante, la mamma di Daniela è una delle fondatrici dell’Anffas di Cavalese, precisa: “Un tempo non c’erano insegnanti di sostegno. Un professore mi consigliò di evitare il percorso scolastico a mia figlia, ma io non ero d’accordo”. Già, un tempo i ragazzini disabili stavano a casa. Per fortuna c’erano genitori, come Ines, che provavano a cambiare il sistema. Un ricordo riaffiora nella mente di Loredana. Molti anni fa aveva visto una bambina disabile in un corridoio della scuola, il suo banco era stato tristemente posizionato di fronte alla finestra, quasi a nasconderla.

Giorgio il CAPITANO nellANFFAS 300x200 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggiGiorgio oggi non è qui perché ormai è ospite della casa di riposo. Lui è una colonna portante di questa comunità ed è nel cuore di tutti. Trova strategie incredibili per comunicare i suoi pensieri, fra cui la mimica. Sembra un uomo del passato. È meraviglioso osservarlo mentre mima azioni e strumenti antichi, come macchine fotografiche a soffietto, telefoni a manovella e archibugi.

Mariano invece vive nel futuro. Arriva nella saletta degli ospiti trafelato e nota subito che il calendario deve essere aggiornato, così strappa la pagina del mese passato. È una specie di “Dottor Tempo”, la sua mente è sempre proiettata nel domani. Si muove nei corridoi del centro e in paese in piena autonomia, rendendosi utile in mille modi. Sono tante le porte da aprire e richiudere nel centro servizi di via Libertà, ma lui riconosce al volo tutte le chiavi, non dal colore, ma dalla dentatura. Immagazzina date, targhe, palinsesti televisivi, brani musicali e compleanni con una rapidità e una precisione davvero fuori dal comune.

PAOLO Anffas e nazionale volley 2 300x283 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggiPaolo è un sorriso con un uomo intorno (in questa foto non sorride perché sta aspettando la palla…) ed esprime tutta la sua bellezza nell’arte del collage, realizzando capolavori cromatici persino con i lustrini. Come ogni artista è di poche parole, comunica con ciò che crea. Ma ci tiene a precisare che non ama molto l’acqua, né la piscina. A lui piace stare in laboratorio con Loredana e Silvana.

Claudio anffas 300x220 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggi

Claudio non è certo un chiacchierone. Noto per la sua aplomb, è meditativo e composto. Quando deve chiedere qualcosa lo fa sottovoce, per non disturbare.

Sempre pronto al sorriso, si muove con grande cautela, con gesti morbidi. La sua delicatezza e il suo comportamento sono esemplari.

Per celebrare il quarantesimo anno di fondazione del centro Anfass, lo scorso agosto i ragazzi hanno partecipato a una grande festa a Masi di Cavalese, dove sono stati intrattenuti e coccolati dalla Polizia di Stato di Moena, con l’unità cinofila, dalla Famiglia Cooperativa e dagli Alpini.

Ora c’è una grande attesa per il secondo appuntamento dedicato alla ricorrenza. Venerdì 18 ottobre la Cooperativa Sociale di Mezzolombardo “Grazie alla Vita” metterà in scena al Teatro di Tesero “Il Mago di Cloz”, una divertente parodia su un ipotetico Mago di Oz residente a Cloz, un paese della Val di Non (ore 20.45).

il mago di cloz a tesero fiemme 504x1024 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggi

I “ragazzi” dell’Anffas sono grandi attori, hanno il teatro nel sangue. In Val di Fiemme hanno calcato la scena per anni. Angelo ricorda, con emozione, la sua prima commedia al Centro Areté del villaggio Veronza, con la regia di Reinaldo Otero. Sono seguiti commedie e musical, come “Pinocchio” e “La bella e la bestia”, soprattutto a Cavalese, fra ovazioni del pubblico. Tutti ricordano Elia con il tutù che si inchina sul palcoscenico come una star d’altri tempi, scatenando applausi scroscianti. Ma a dirla tutta all’Anffas di Cavalese ogni giorno c’è un piccolo colpo di scena, un evento o una battuta che scatena grandi risate.

I quarant’anni dell’Anffas Cavalese saranno celebrati anche con un’esposizione fotografica al PalaFiemme di Cavalese, in collaborazione con il progetto Per.La di Predazzo e con il Laboratorio Sociale, dal 9 novembre al 5 dicembre 2013 (aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30).

Le foto ricorderanno le tappe di un lungo percorso che ha coinvolto tutta la Val di Fiemme. Accanto alle foto saranno posizionati i dipinti creati negli anni dagli ospiti dell’Anffas di Cavalese. Inoltre, saranno esposte le quattro opere d’arte donate dagli artisti Tomaso Baldassarra, Silvano Ferretti, Marco Nones e Giampaolo Osele che parteciperanno a un’asta di beneficenza a favore dell’Anffas. In programma anche il mercatino dell’Anffas del Trentino “Regalo per un Regalo”, con i lavori creativi realizzati nei laboratori. I fondi saranno destinati all’acquisto di materiale didattico, mezzi di trasporto e arredi.

L’Anffas prevede un percorso di inserimento nel mondo del lavoro attraverso il Progetto Per.La.

La formazione professionale è rivolta agli ospiti dai 18 ai 26 anni. Mariano ricorda, con orgoglio, i suoi sette anni di lavoro alla ditta Ciresa di Tesero che realizza le tavole armoniche per strumenti musicali. Ora lavora nella legatoria del laboratorio sociale. Cucire, incollare, pressare libri e ricreare le copertine è senza dubbio un lavoro che affascina tutti. Aziende, associazioni e privati della Val di Fiemme si affidano a questo centro specializzato anche per la stampa di locandine e biglietti d’auguri.

Mariano suona la tastiera Daniela canta 300x221 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggi Dicono che Daniela sia bravissima a cucire le pagine, ma lei confida che la parte più emozionante è quella di applicare il capitello, il cordoncino di rinforzo che sporge ai due estremi del dorso. La legatoria è stata impegnata di recente nella realizzazione del depliant della Festa dei Cuochi che ogni anno raccoglie fondi per l’Anffas e la Croce Bianca di Tesero. In laboratorio invece si pensa già al Natale, con la creazione di presepi inseriti in una conchiglia e bocce in tessuto per l’albero.

elia ANFFAS 200x300 I nostri primi 40 anni all’ANFFAS di Cavalese   Incontro con i 7 saggiElia si fa avanti ed elenca le sue mansioni. “Tutti i giorni svuoto la lavastoviglie e aiuto a fare i mestieri in cucina – precisa con orgoglio. Son brava mi”! Ma ti diverti? “Sì, certo. Soprattutto se qualcuno porta la torta, perché non sono più a dieta. È finita”! Elia non ama i ricordi, vive nel presente come un gatto ed è sempre sorridente. Quando un “ragazzo” dell’Anffas ha superato una certa età ed inizia a essere stanco, smette di lavorare. Ironicamente si dice che va in “pensione”. Fra questi sette “saggi” del nucleo storico scopro che tre sono usciti dalla Legatoria per compiere mansioni meno impegnative.

“La Val di Fiemme – precisa Marino Guarnieri – dimostra una sensibilità verso ogni manifestazione di disagio che non ho riscontrato altrove. Abbiamo tanti volontari, fra cui una dozzina, fra giovani e pensionati, che vengono qui ogni pomeriggio. I ragazzi sono adottati dall’intera comunità e questo affetto reciproco è dimostrato da mille attenzioni quotidiane”.

Sono giorni di bilancio anche per Gianni Rizzi che è soddisfatto di questo percorso. “Siamo riusciti a far sentire i ragazzi parte di un paese, di una Valle. In questo momento vorrei solo dire grazie a tutti i volontari, gli amici e i sostenitori”. C’è un sogno che vorrebbe realizzare? “Ci è stato donato un appartamento a Cavalese dal signor Mario Vanzo, vorremmo riuscire a trasformarlo a breve in uno spazio di accoglienza. Abbiamo molte richieste. Un tempo c’era un po’ di diffidenza.

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 I figli disabili restavano protetti fra le mura di casa. Ora i genitori capiscono che per loro è un bene intraprendere relazioni con l’esterno e affidarsi a persone qualificate”. Il viaggio nel tempo con gli eterni ragazzi volge al termine. Li ringrazio a uno a uno. Mi avvolgo nel loro abbraccio. Sulla porta d’uscita, mi trovo accanto a Elia, così le dico che ha risposto bene a questa intervista. Lei sorride e mi dice con grande femminilità: “Te salo”? Che in fiemmese significa “Ti sembra”?

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Mario

UN PICCOLO GESTO, UN GRANDE AIUTO Nella dichiarazione dei redditi si può devolvere il 5×1000 a ANFFAS Trentino Onlus. Basta scegliere l’area dedicata al “sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”.

È sufficiente la firma e il numero del codice fiscale di ANFFAS Trentino Onlus: 01785780220. Il contributo servirà a sostenere i tanti progetti destinati ai ragazzi. Un piccolo gesto, una grande opportunità. www.anffas.tn.it

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