“M’illumino di Meno” ma soprattutto illumino meglio

Da il 18 febbraio 2011

Ovvero l’inquinamento luminoso e la protezione dell’ambiente notturno

di Marco Vedovato – Gruppo Astrofili Fiemme

Nella giornata “M’Illumino di Meno” (a Predazzo celebrata sabato 19 febbraio) desidero soffermarmi su un punto importante, a me caro: l’illuminazione esterna, sia pubblica che privata, e l’inquinamento luminoso. Per inquinamento luminoso intendo tutta la luce dispersa all’esterno dell’area o dell’oggetto da illuminare; questa luce dispersa è uno spreco: non è  utilizzata eppure si è spesa dell’energia per produrla. La luce utile raggiunge strade e marciapiedi, non altre cose; nel classico (e purtroppo assai comune) lampione “a palla” soltanto metà della luce prodotta viene utilizzata mentre l’altra metà finisce verso l’alto. In questo modo comuni di circa centomila abitanti, la cui bolletta elettrica per l’illuminazione pubblica è sul milione di euro all’anno, arrivano a sprecare il 30% della luce globalmente prodotta (ossia buttano nel bidone, per così dire, circa trecentomila euro all’anno). Tutto questo non è accettabile.

Vi è poi un grave danno all’ambiente: la luce insensatamente indirizzata verso i boschi, per fare un esempio, altera gravemente la fauna notturna. Tutti gli insetti, alla base della catena alimentare, attirati dalle luci si spostano verso città e paesi; gli altri animali (uccelli, pipistrelli ecc.) si troveranno di conseguenza un ambiente con meno risorse e dovranno avvicinarsi alle città nella speranza di trovare più cibo. Se non in grado adattarsi all’ambiente urbano, una specie entrerà in crisi. Tutto questo è ormai ben documentato: specie di pipistrelli, falene (e alcune specie arboree per l’impollinazione utilizzano una ben determinato tipo di falena), uccelli migratori ecc. sono entrati in crisi proprio per la cattiva illuminazione.

Oltre a questi aspetti immediati, la luce dispersa produce l’effetto di stendere un velo luminoso sopra il cielo notturno, occultandone le stelle e privandoci del godimento della volta celeste.  Millumino di Meno ma soprattutto illumino meglioPensiamoci: la notte è la magica finestra che porta lo sguardo verso il più grandioso spettacolo naturale: le stelle, l’Universo! Non è giusto privarci di questo eppure dalle città la Via Lattea è ormai invisibile.

Cosa fare allora, fare buio? No! esistono lampioni, chiamati ad “ottica totalmente schermata”, in grado di limitare fortemente l’inquinamento luminoso; il loro fascio di luce è costretto ad andare verso il basso (dove serve illuminare!) senza disperdere direttamente luce verso l’ambiente o il cielo. Non basta perciò usare lampade a basso consumo, se poi si disperde metà luce verso l’alto, ma bisogna utilizzarle in abbinamento a corpi illuminanti schermati, capaci di indirizzare correttamente la luce. L’utilizzo delle schermature porta solo vantaggi: ci vediamo meglio (ed eviteremo pure di essere pericolosamente abbagliati da certe torri faro puntate ad altezza d’uomo), i Comuni risparmiano e l’ambiente notturno viene salvaguardato . Quasi tutte le regioni italiane hanno leggi regionali contro l’inquinamento luminoso (con esclusione di Calabria e Provincia di Bolzano); in Trentino è in vigore contro l’inquinamento luminoso la Legge Provinciale 16/2007 con relativo regolamento d’attuazione. Una sua puntuale applicazione porterà, auspicabilmente, a un sempre più diffuso utilizzo dei lampioni schermati, proteggendo ulteriormente un ambiente unico al mondo come quello dolomitico.

Per chi desidera saperne di più su quest’argomento (con approfondimenti sui punti caldi qui toccati), può scaricare il mio Manuale_2008 sull’inquinamento luminoso e visitare il sito dell’Associazione Cielobuio.

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