Montagna Animata di Predazzo, un’estate da 68mila visite

Da il 22 ottobre 2013
Montagna Animata, Latemar - Predazzo, giochi d'acqua

In tre anni crescono del 25% gli incassi della Latemar 2200. Ma c’è un bilancio senza numeri che emoziona ancora di più.

I numeri sono dalla parte della Montagna Animata, il grande progetto di animazione nato nel 2011 a Predazzo, sulle pendici del monte Feudo. La società di impianti di risalita Latemar 2200 ha registrato nell’estate 2013 un incremento di passaggi del 9 percento rispetto all’estate precedente e del 26 percento rispetto al 2010, quando si raggiungeva il Latemar principalmente per fare un’escursione sul paradiso naturalistico Unesco. In tre anni gli incassi sono aumentati del 25 percento, anche grazie alla vendita delle attività di divertimento e di 3000 giocolibri.

L’estate 2013 ha così registrato la cifra record di 68mila visite. Gli impianti di risalita hanno condiviso il successo con i numerosi collaboratori. Questa montagna è animata da tre percorsi interattivi (La Foresta dei Draghi, Il Pastore Distratto, il Sentiero Geologico), da un programma settimanale di spettacoli itineranti, dal gioco a squadre Difr Academy e dalla Settimana della Clownerie. Per realizzare queste sei iniziative sono state coinvolte 40 persone fra professionisti, artigiani, artisti e scrittori delle Valli di Fiemme e Fassa e 25 animatori, fra attori, accompagnatori, cantastorie e boscaioli. Un successo così eclatante, avvenuto in tempi di crisi, merita sicuramente un’analisi. Si è rivelata vincente l’idea di Sara Azzolini, responsabile della Latemar 2200, di coinvolgere molte professionalità locali e gli studenti dell’Istituto d’Arte Soraperra di Fassa e delle scuole elementari e medie delle due valli. In poco tempo tutti i residenti hanno scoperto la Montagna Animata.

Contemporaneamente, l’Azienda per il Turismo Val di Fiemme ha promosso la specializzazione della Val di Fiemme nell’accoglienza delle famiglie, registrando un costante incremento di presenze turistiche durante l’estate. Ma c’è un elemento che sfugge a ogni razionalità. Per scoprirlo è sufficiente attraversare gli uffici della Latemar 2200 di Predazzo, magari in un periodo calmo come l’autunno. In questi giorni c’è un altro bilancio al vaglio di Sara Azzolini e dei suoi stretti collaboratori. È un bilancio senza numeri. È in corso un’analisi delle emozioni raccolte, sfogliando archivi che non contengono solo burocrazia. Apri un faldone e trovi tutti i messaggi d’affetto che i bambini hanno lasciato nella casetta del dragologo. Due fra tutti: “Caro Nikolaus Drache, non hai paura di restare solo in questa casetta sapendo che un drago si aggira nel bosco?”, “Caro Nikolaus, lo sai che la cacca di drago puzza tanto”?.

Su un tavolo sono sparpagliati i disegni dei bimbi che hanno ritratto la propria famiglia in formato draghi. Sara Azzolini si emoziona mostrandomi quello di un bimbo che ha disegnato la sorellina in arrivo in un uovo di drago. Infine, c’è il libro delle firme, con messaggi pieni di entusiasmo, come: “Solo persone straordinarie possono aver costruito tutto questo”. La responsabile rivela: “Per scoprire il cuore di questa montagna animata bisognerebbe appostarsi all’arrivo dei percorsi, per osservare gli occhi dei bambini al ritorno della loro missione. Hanno una luce…”.

DUE PREMI LETTERARI PER “I DRAGHI DEL LATEMAR”

Il racconto “I draghi del Latemar” di Beatrice Calamari, che si è affacciato nelle librerie italiane all’inizio del 2013, ha meritato due premi letterari: il Premio del Concorso di Narrativa “Insieme nel Mondo” 11a edizione (Savona, domenica 7 settembre 2013) e il Premio del Concorso di Narrativa “Città di Parole” 2a edizione (Firenze, domenica 20 ottobre 2013). Questa storia, nata per dar vita al percorso di valorizzazione territoriale “La Foresta dei Draghi” sul monte Latemar, ha ottenuto così due importanti riconoscimenti. Il racconto edito da Albatros annuncia il ritorno dei draghi sulla Terra, proprio fra le pendici del Latemar. Un’antica profezia stimola la fantasia e il gioco di un gruppo di ragazzini, spinti nell’avventura dalla voce di un misterioso deejay di nome Cikky: “Voglio ringraziare un radioascoltatore che mi ha inviato il Manuale per addestrare un drago. Giuro, non ho mai riso tanto.

Ma davvero c’è chi crede a queste idiozie? Addestrare un drago! L’uomo è così abituato a raccontarsi favole che arriva a immaginare cose veramente assurde. C’è un capitolo che insegna a addomesticare queste creature, elencando una serie di premi e punizioni ‘infallibili’. Prima di tutto questi metodi non funzionano nemmeno per allevare i bambini, e poi… c’è un gigantesco errore di concetto. Gli uomini non possono addestrare i draghi, caso mai è il contrario”.

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Montagna Animata, Latemar – Predazzo, giochi d’acqua

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