Punti nascita, il pediatra basta vi sia solo 3 ore

Da il 23 gennaio 2017

Il punto della situazione e le soluzioni proposte da Parto per Fiemme per riaprire il Punto Nascita di Fiemme 24 su 24 e 7 giorni su 7! L’apertura a “orari d’ufficio”, imposta il 25 novembre 2015, doveva essere una soluzione temporanea,…  Ora il rischio è che, nonostante l’Autonomia del Trentino e le origini dell’Ospedale costruito e gestito per decenni dalla Magnifica Comunità di Fiemme, sia Roma a dover decidere se continueremo a veder nascere i nostri figli di Fassa, Fiemme e Cembra e i figli dei nostri ospiti a Cavalese o dover subire i trasferimenti forzati su Trento con l’Ospedale Santa Chiara da anni ben oltre il limite delle sue capacità dell’accoglienza… Non lasciamoci incantare… Dopo 24 anni senza una sola criticità (con orario d’apertura a pieno regime) la sicurezza del Punto Nascita di Cavalese NON è in discussione, la politica e l’Azienda Sanitaria assicurano che la copertura finanziaria c’è, la Giunta Provinciale ha recentemente ribadito la volontà di trovare le figure necessarie per completare l’organigramma quindi… CONTINUIAMO A FARCI SENTIRE, INFORMANDO LA GENTE E PROPONENDO SOLUZIONI IN COLLABORAZIONE CON TUTTI E RICORDANDO CHE : NON ACCETTEREMO UN “CI ABBIAMO PROVATO”… Perchè… LE SOLUZIONI CI SONO!!! Info e contatti partoperfiemme@gmail.com www.facebook.com/partoperfiemme/ www.partoperfiemme.com

IL PARERE DELL’ESPERTO:

di Dino Pedrotti*

Quindici anni fa furono i primari ostetrici trentini a proporre la chiusura dei punti nascita con meno di 500 nati all’anno, adducendo il motivo della loro non sicurezza; e questo senza presentare dati concreti ma solo indicazioni internazionali, per cui i nati in questi centri avrebbero maggiori rischi. Ho sempre detto, però, che ciò va applicato con razionalità.

Ho continuato a dire, anche a livello nazionale, che queste indicazioni devono essere applicate con razionalità alle realtà locali: è vero che gestire questi piccoli centri è antieconomico, ma non è vero che si registrino più rischi per i neonati, qualora si studi e si applichi un’organizzazione dipartimentale, efficiente, ben monitorata. Ovviamente devono essere sempre presenti ostetrici e anestesisti 24 ore su 24, ma – secondo una nostra esperienza trentina trentennale – è sufficiente la presenza del pediatra solo per tre ore al giorno (come adesso propone la regione Veneto). Per più di tre decenni – unica realtà italiana – il 30% dei neonati trentini è nato in ospedali senza Pediatria. E tutti sanno che dal 1990 in Trentino abbiamo raggiunto indici di mortalità neonatale e di esiti a distanza ai migliori livelli internazionali.

La Neonatologia di Trento coordinava l’assistenza in modo «dipartimentale» con gli ostetrici, per cui era organizzato un «trasporto in utero» molto efficiente (eravamo arrivati a trasferire a Trento il 97% dei parti ad alto rischio). Dal 1974 era attivo un «trasporto neonatale assistito» per ogni rischio in periferia, basato anche su tanto entusiasmo e buona volontà da parte del personale. La Neonatologia curava un aggiornamento costante alla rianimazione neonatale di tutto il personale delle sale parto (degli anestesisti in particolare) e almeno una volta all’anno si discutevano i casi in periferia, migliorando così un dialogo costruttivo tra operatori. Con anestesisti aggiornati in periferia e interventi rapidi di trasporto bastava che il neonatologo di Trento fosse presente per poche ore al giorno per visite qualificate ai neonati delle periferie. Un «vero dipartimento», secondo me. E forse non è indifferente (per il lato economico) il fatto che il Trentino, rispetto alla realtà parallela dell’Alto Adige, aveva la metà, dico la metà, del personale pediatrico (pediatri ospedalieri e infermiere).

dino pedrotti Punti nascita, il pediatra basta vi sia solo 3 ore

Spiace che l’Azienda sanitaria abbia tolto alla Neonatologia la direzione del Dipartimento materno-infantile: per la loro posizione solo i neonatologi possono avere una visione integrata a monte e a valle della nascita. Per 20 anni il Dipartimento è stato diretto da ostetrici e pediatri; e nel 2015 si è arrivati a sdoppiarlo (nel mondo, dall’Oms alla più piccola isola, è «materno-infantile»). Mi scuso se ripeto cose che tutta la comunità trentina conosce e di cui è stata testimone. Lo faccio perché sono stato stimolato dal fatto che (finalmente!) la provincia di Trento si è informata su quanto propongono attivamente nel Veneto per superare l’ostacolo del pediatra presente 24 ore in attesa dei parti.

Ho già scritto (l’Adige 12 novembre) che – se Cavalese avrà sui 250 nati all’anno – ognuno dei sei pediatri voluti dal ministero (e ben pagati!) assisterà in media a un parto ogni 10 giorni e un parto ad alto rischio forse una volta all’anno. Finalmente leggo che si cita il caso concreto di Asiago (130 nati all’anno, 40 km da Bassano). Qui, con il vivo interesse del presidente Zaia, si vuole andare avanti e nel nuovo ospedale funzionerà tra breve una nuova sala parto. I colleghi di Asiago e di Bassano mi dicono che riescono a gestire il centro, anche se con tanti sacrifici.

Meriterebbe che i politici, l’Azienda sanitaria, il Dipartimento di Trento prendessero contatti costruttivi con una realtà in condizioni ben peggiori rispetto a Cavalese. E adesso, da inguaribile vecchio don Chisciotte che crede ancora nel dialogo dipartimentale e nella semplificazione delle cose complesse, mi scuso per questo intervento in zona Cesarini e attendo.

Dino Pedrotti Pediatra Neonatologo. Se anche il padre della neonatologia trentina è d’accordo con noi allora qualche speranza in più c’è…

Parto per Fiemme “SITUAZIONE E SOLUZIONI” Intervista RTTR 19 GENNAIO 2017

 .

* Dino Pedrotti è l’autore del Libro BAMBINI SANI & FELICI che è dedicato a tutti quei genitori che si impegnano a studiare per avere figlie sempre più sani e felici.

E’ un manuale, stampato finora in 80.000 copie dal lontano 1981, in 14 edizioni (ed. TEMI, Trento, 2011).

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