Sanità trentina: De Godenz, uscire dall’emergenza lavorando insieme

Da il 3 dicembre 2015
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Il cons. Pietro De Godenz, a nome di tutto il Gruppo UpT ha appena presentato una question time riferita alla riforma sanitaria e al riordino previsto in base alla normativa europea imposto a partire dallo scorso 25 novembre.

“La sanità trentina” ha esordito presentando l’interrogazione “nonostante gli sforzi profusi dall’ Assessore competente e dalla maggioranza, che vanno riconosciuti, persiste in una situazione precaria”

De Godenz  ha ricordato come ci si trovi in situazione di emergenza e come la questione vada affrontata in spirito collaborativo e scevro da polemiche per giungere presto a predisporre una soluzione concreta e duratura che tenga conto delle vere esigenze dei territori.

“Su questo”  ha spiegato a nome del Gruppo UpT – che ha condiviso question e comunicati stampa degli scorsi giorni con la Ual – “si sono basati i nostri sforzi negli scorsi mesi a partire dalla salvezza dei punti nascita, che oggi è solo una parte seppur importante del problema ma che era, ed è, talmente corretta nella sua proposizione da essere accolta anche dal Ministero della Salute, il quale ha deciso di concedere una deroga perché ha finalmente capito che non si tratta di considerare il mero numero dei parti bensì il modo che i territori hanno di vivere e utilizzare le loro strutture ospedaliere, supportandole anche con strategiche e vincenti soluzioni su base volontaria.”

“E proprio nel preciso momento in cui a Roma la questione legata ai punti nascita e agli ospedali di valle veniva compresa e la Ministra Lorenzin firmava la deroga, e questa non era una soluzione scontata” continuava De Godenz “a Trento, a causa dell’applicazione di una normativa europea si rischia di vanificare il lavoro fatto per giungere a questo risultato”

De Godenz ha spiegato inoltre come la soluzione proposta negli scorsi giorni dall’assessorato – che prevede tra le soluzioni la chiusura delle sale operatorie e l’assenza degli specialisti nelle ore notturne e nei fine settimana, la mancanza di medici e  personale specializzato con relativo spostamento dei pazienti sugli ospedali “centrali” di Trento, Rovereto e Cles – può essere accettata per brevissimo tempo, e intesa come soluzione – temporanea e d’emergenza – ma non è certamente accettabile come la soluzione .

manifestazione ospedale fiemme 27.11.05 cavalese54 Sanità trentina: De Godenz, uscire dallemergenza lavorando insieme

Per tutti questi motivi la question time si chiudeva con una serie di domande precise che interrogavano la Giunta per conoscere: a) quale iter riferito ai punti nascita si prevede di presentare al Ministero della Salute per l’ottenimento della deroga e su quali ospedali si intenda applicarla; b)i tempi e i modi di definizione e attuazione di un progetto di riordino della rete ospedaliera che garantisca la massima copertura e sicurezza dei servizi c)se sarà garantita, dato l’approssimarsi della stagione turistica invernale ,la piena funzionalità dei reparti di ortopedia nelle zone turistiche d)quali e quante assunzioni di personale medico-sanitario sono previste per la copertura dei posti vacanti causati dall’applicazione della normativa UE.

Nella sua risposta l’assessore Zeni ha spiegato come il 25 novembre sia entrata in vigore una normativa europea che impone un riposo obbligato dei medici di almeno undici giornaliere ed un orario massimo di 48 ore.

“Tale disposizione” ha introdotto “ha fatto mancare di colpo la copertura di oltre 40 turni coperti da gettonisti e altrettanti turni coperti da medici dipendenti dell’azienda sanitaria, rendendo giuridicamente e fisicamente impossibile garantire la copertura H24 dei punti nascita.”

” Le alternative possibile erano” ha ripreso “la chiusura totale dei punti o l’apertura con le modalità organizzative note e che in ogni caso garantiscono i servizi in tutti gli ospedali dalle visite specialistiche agli interventi programmati. Ora siamo in attesa di un aggiornamento sulla normativa riguardo il riposo dei medici a livello nazionale, essendo aperto il tavolo sindacale che dovrebbe chiarire molti aspetti interpretativi in merito.”

Rispetto alle domande puntuali Zeni ha risposto:

a) lo scorso 11 novembre è stato firmato un decreto che  è in corso di registrazione con il quale il ministro della salute  ha definito le modalità per la presentazione delle richieste di mantenimento dei punti nascita sotto i 500 parti annui, consentendo  anche alla PAT di procedere con la richiesta di deroga e quindi poter mantenere aperti i punti nascita. Siamo in contatto con il Ministero per condividere le modalità di presentazione della domanda che come sappiamo è complicato.

b)  il riordino della rete ospedaliera è in corso con la valorizzazione e riorganizzazione di tutti gli ospedali. Sono stati finanziati significativi investimenti sulle strutture e si è proceduto con le definizione dei mandati che indicano le diverse funzioni provinciali per chirurgia e ortopedia.

c) per quanto riguarda l’assetto dei reparti di ortopedia durante la stagione invernale confermo che in tutti gli ospedali pubblici è confermato il mantenimento dell’attività chirurgica programmata, negli ospedali di Arco, Cavalese, Tione e Borgo viene garantita l’operatività dell’attività chirurgica d’urgenza in orario diurno mentre le urgenze gravi in orario notturno sono invece demandate all’ospedale di riferimento. In particolare nell’ospedale di Cavalese in vista della stagione turistica invernale è garantita l’attività chirurgica in tutta la giornata in orario 8 – 20 e si sta predisponendo tutto il necessario affinché sia garantita anche nelle giornate di sabato come avveniva prima della rimodulazione organizzativa.

d) rispetto anche all’entrata in vigore della disciplina europea in data 25 novembre, la Giunta il 27 novembre ha autorizzato l’Azienda sanitaria ad effettuare le assunzioni in ruolo delle figure professionali afferenti alla dirigenza medica e al personale non dirigente del ruolo sanitario necessario all’aggiornamento organizzativo delle strutture del servizio ospedaliero provinciale con priorità sull’aria materno infantile e sull’urgenza ed emergenza nel limite di spesa massimale pare a 9 milioni di Euro.

Nella replica il cons De Godenz ha ringraziato l’assessore a ha concluso ” voglio essere fiducioso per il futuro, 9 milioni di Euro aggiuntivi sono importanti ma è necessario ricordare che i servizi per i quali ho chiesto precisazioni sono vitali per le valli. Con la stagione invernale la popolazione delle nostre valli arriverà ad essere vicina a quella di Trento. Bene anche che sia stata data una risposta dedicata ad ortopedia che è cruciale per l’aspetto legato al turismo. Ma bisogna fare di più, dobbiamo fare un percorso che ci permetta di uscire in fretta da questa, che ribadisco, è un’emergenza, per riuscire a ristabilire l’operatività precedente all’entrata in vigore della normativa europea. i servizi sui territori vanno garantiti come erano prima nel più breve tempo possibile. “

Qui copia della Question time del Cons. De Godenz sulla riorganizzazione sanitaria in Trentino

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