Serata di ringraziamento Donatori di Sangue con Alessandro Arici

Da il 18 maggio 2015
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Il Presidente dell’Associazione Donatori Volontari Sangue e Plasma Clerio Bertoluzza e più di 1800 donatori attuali hanno il piacere di invitare la popolazione di Fiemme ad assistere alla serata dedicata ai 60 anni :

- di Dono del Sangue - di Vita del Punto Nascita

SOSteniamo insieme le eccellenze dell’ Ospedale di Fiemme, perchè nessun altro potrà farlo per noi.

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Info complementari Ospedale di Fiemme… 

Fiemme, l’autogoverno della sanità 

La Magnifica Comunità di Fiemme è nota per le forme del suo autogoverno durato dal primo Medioevo fino ai primi anni dell’Ottocento, quando venne politicamente esautorata dai governi dapprima bavarese e poi austriaco che le consentirono unicamente l’amministrazione dei suoi estesissimi beni di pascoli e boschi.

Ha svolto inoltre un’importante attività a favore della salute pubblica; la sorveglianza del territorio, per esempio, le consentì di impedire l’espansione delle ricorrenti epidemie che colpirono invece duramente le valli limitrofe.

L’intervento sicuramente maggiore in questo campo fu la costruzione a metà del Novecento dell’ospedale di Cavalese.

In valle esisteva già una forma organizzata di assistenza medica e sanitaria, che risaliva alla prima metà del Settecento, allorché il notabile Giangiacomo Giovanelli di Tesero, con testamento del 1729, lasciò la sua cospicua sostanza a favore di tutti i poveri della Pieve di Fiemme, in particolare disponendo che la sua casa in Pedonda a Tesero fosse destinata a ospedale.

L’ospizio divenne operativo subito dopo la sua morte, già dal 1731, dopodiché altri lasciti si aggiunsero a quello iniziale per merito di diversi benefattori.

L’assistenza veniva fornita dai cosiddetti “ospitalieri” laici, sostituiti poi dalle suore di carità, dapprima tedesche e poi italiane, e dal 1869 dalla suore della provvidenza di San Gaetano.

Successivamente la Magnifica Comunità, rispondendo a effettive necessità della popolazione ed esprimendo con fatti concreti e molto onerosi la sensibilità secolare verso i bisognosi di fronte all’evidente carenza dei poteri pubblici superiori, che non vollero o non poterono intervenire in materia, propose la costruzione di un ospedale a Cavalese, con l’intento di evitare i trasferimenti di pazienti a Trento e Bolzano.

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I progetti furono predisposti dal 1939 al 1949 e i lavori iniziarono agli inizi degli anni Cinquanta.

Il nuovo ospedale fu inaugurato il 1° maggio 1955: era costituito da un reparto unico che comprendeva chirurgia, medicina e ostetricia, con un primario coadiuvato da altri due medici; poteva disporre di una superficie coperta di quasi 2 mila metri quadrati.

I lavori successivi, sempre finanziati primariamente dalla Magnifica Comunità e dai Comuni, garantirono lo sviluppo della struttura che, poco più che un decennio dopo l’apertura, disponeva di 120 posti letto, con 82 addetti tra personale medico, paramedico e amministrativo.

Vent’anni più tardi, nel 1984, si poteva rilevare la valenza sovracomprensoriale dell’ospedale (Fiemme, Fassa e in parte Cembra), con 166 posti letto, distribuiti tra medicina generale (attivata nel 1962), chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria.

I servizi di pronto soccorso, radiologia, laboratorio analisi e fisioterapia garantivano notevole autonomia all’ospedale, il quale poteva offrire anche consulenze ambulatoriali in oculistica otorinolaringoiatria e neurologia.

Sempre negli anni ‘80, ancora una volta con un sostanziale contributo della Magnifica Comunità, veniva attivato un centro di emodialisi a servizio dei pazienti di Fiemme e Fassa con insufficienza renale cronica, successivamente potenziato per offrire alla clientela turistica l’importante servizio di “dialisi vacanza”.

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Non vanno dimenticati il servizio trasporto infermi, al quale hanno ampiamente contribuito alcune associazioni di volontariato valligiane, e il regolamento comunitario degli anni Cinquanta che prevedeva agevolazioni per il trasporto di “vicini” della Comunità (residenti) agli ospedali o ai ricoveri.

Nel 1984 la Magnifica Comunità di Fiemme cedeva l’ospedale alla Provincia Autonoma di Trento, che lo inseriva fra le strutture del servizio sanitario provinciale mantenendone la denominazione di “Ospedale di Fiemme” e affidandone la gestione al Comprensorio di Fiemme.

Autore: Arturo Boninsegna

L’articolo è stato pubblicato in “APSS Notizie”, anno 4, n.2, 20

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