Sport: Le aspettative dei genitori e valorizzazione dei talenti

Da il 3 novembre 2017
serata sport cavalese

Il 7 novembre a Cavalese una serata per riflettere sull’argomento 

“Dire, fare, giocare… giovani talenti crescono tra sogni e aspettative di mamma e papà”: chiaro e diretto il titolo della serata organizzata dalla Commissione Sport della Comunità Territoriale della Val di Fiemme.

Un incontro rivolto in particolare ai genitori, chiamati a riflettere sul ruolo dello sport nell’educazione, sulla valorizzazione del talento e sulla gestione delle proprie aspettative. Martedì 7 novembre, alle ore 20.00 nell’auditorium dell’istituto di istruzione “La Rosa Bianca” di Cavalese, interverranno la fondista Antonella Confortola, Giorgia Mantovani, mamma del giovane campione Giacomo Bertagnolli, la sport director di Fiemme Nordic Ski Cristina Bellante e alcuni atleti studenti. Avrebbe dovuto essere presente anche l’allenatore Mirko Deflorian, impossibilitato a esserci a causa di un impegno lavorativo dell’ultimo minuto. Al suo posto lo sciatore Loris Donei. A moderare gli interventi, sarà la sport coach professionista Monica Morandini.

Un incontro che rientra in un programma più ampio: “A maggio abbiamo organizzato un momento di confronto per dirigenti e allenatori, seguito dall’appuntamento di martedì prossimo rivolto ai genitori. In primavera proporremo una serata dedicata a insegnanti ed educatori. Siamo convinti che il successo, non solo in termini agonistici, nello sport nasca da una collaborazione tra società sportive, famiglie e scuola: per questo tutti siamo chiamati a riflettere sul tema”, spiega Sergio Doliana, presidente della Commissione Sport.

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Paola Dal Sasso aggiunge: “A livello giovanile lo sport deve essere prima di tutto divertimento e piacere di stare insieme agli altri. A volte il divertimento viene però smorzato dalle aspettative di qualche genitore, che, sicuramente con le migliori intenzioni, sogna di vedere il proprio figlio diventare un campione. Non dobbiamo dimenticare che, quando il talento c’è, rimane nel tempo. Un eccesso di aspettativa e di allenamento precoce rischia di demotivare, stufare, allontanare il bambino o il ragazzo dal piacere dello sport, che è alla base dei risultati”.

Laura Mich, anche lei componente della Commissione Sport, completa la riflessione: “La pratica sportiva è prima di tutto una scuola di vita: si impara a vincere e, soprattutto a perdere, a conoscere i propri limiti, a rispettare gli altri, a collaborare per un obiettivo comune. Le figure di riferimento dei ragazzi non dovrebbero mai perdere di vista questo concetto”.

La serata di martedì 7 novembre porterà a riflettere su questi argomenti: i relatori metteranno in evidenza l’importanza dell’approccio ludico e il ruolo di genitori, allenatori e insegnanti nella valorizzazione dei talenti e delle passioni di ciascuno.

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